Coal Mine #1 North Rhine Westphalia Germany 2015 - Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Anthropocene, l’impatto dell’uomo sul pianeta tra arte, cinema e scienza

Coal Mine #1 North Rhine Westphalia Germany 2015 - Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Al MAST Manifattura di Arti, Sperimentazione e Tecnologia di Bologna dal 16 maggio al 22 settembre è aperta Anthropocene, la mostra multidisciplinare  che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta curata da Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST, Sophie Hackett, curatrice della fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e da Andrea Kunard, curatrice del Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada.

Clearcut #1 Palm Oil Plantation Borneo Malaysia 2016 - Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Clearcut #1 Palm Oil Plantation Borneo Malaysia 2016 – Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Il progetto Anthropocene

Il progetto Anthropocene è un’esplorazione multimediale che documenta  l’indelebile impronta umana sulla terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya. Anthropocene è frutto della collaborazione quadriennale tra il fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky e i registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier che, combinando arte, cinema, realtà aumentata e ricerca scientifica, documenta i cambiamenti che l’uomo ha impresso sulla terra e testimonia gli effetti delle attività umane sui processi naturali.

Gli esseri umani comandano il pianeta

Il progetto – che ha debuttato in Canada a settembre 2018 con il film Anthropocene: The Human Epoch proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto (AGO) e alla National Gallery of Canada di Ottawa (NGC) – si basa sulla ricerca di un gruppo internazionale di scienziati (Anthropocene Working Group) impegnato nel raccogliere prove del passaggio dall’attuale epoca geologica – l’Olocene, iniziata circa 11.700 anni fa – all’Antropocene (dal greco anthropos, uomo). La ricerca è volta a dimostrare che gli esseri umani sono diventati la singola forza più determinante sul pianeta.

 Oil Bunkering #4 Niger Delta Nigeria 2016 - Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Oil Bunkering #4 Niger Delta Nigeria 2016 – Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Edward Burtynsky

La mostra si compone di diversi elementi tra cui 35 fotografie di Edward Burtynsky che illustrano temi quali l’estrazione delle risorse naturali, le deforestazioni, le grandi infrastrutture di trasporto, il cambiamento climatico, le discariche e l’inquinamento. Quattro enormi murales ad alta risoluzione, realizzati utilizzando tecnologie fotografiche all’avanguardia, offrono esperienze di visione sorprendenti e consentono agli spettatori di esaminare nei più minuti dettagli la complessità delle incursioni umane sulla Terra. I murales sono arricchiti da filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, che consentono ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva, esplorando in dettaglio i singoli scenari rappresentativi delle teorie dell’Antropocene. I filmati evidenziano la sinergia dei medium espressivi che caratterizza la collaborazione di ampio respiro tra Burtynsky, Baichwal e de Pencier.

Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier

La mostra include anche videoinstallazioni di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier. Si tratta di vivide riflessioni sull’Antropocene che, grazie a questo mezzo espressivo, favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno. Dal tunnel ferroviario più lungo della Svizzera allo storico rogo in Kenya delle zanne
di avorio nel 2016, dalle ciclopiche macchine costruite in Germania alla devastazione senza precedenti della grande barriera corallina, le installazioni di Baichwal e de Pencier si avvalgono di tecniche di ripresa all’avanguardia per documentare l’evidenza e fornire un’esperienza diretta del dominio dell’uomo sul pianeta. Nel percorso espositivo si trovano inoltre tre installazioni di realtà aumentata, composte da migliaia di immagini fisse e assemblate attraverso un processo chiamato fotogrammetria, ogni installazione di realtà aumentata porterà il visitatore a vivere un’esperienza immersiva grazie ad un’immagine 3D a grandezza quasi naturale.

Dandora Landfill #3 Plastics Recycling Nairobi Kenya 2016 - Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Dandora Landfill #3 Plastics Recycling Nairobi Kenya 2016 – Photo Credit: Edward Burtynsky, courtesy Admira Photography, Milan/Metivier Gallery, Toronto

Anthropocene: The Human Epoch

È parte integrante della mostra al MAST. il premiato film Anthropocene: The Human Epoch, codiretto dai tre artisti. Terzo capitolo di una trilogia che include Manufactured Landscapes (2009) e Watermark (2013), il film testimonia con un approccio esperienziale e non didattico un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. La voce narrante è del premio oscar Alicia Vikander. Il film sarà distribuito in Italia da Fondazione Stensen e Valmyn.