Credit:  Claire Folger / Focus Features

Anya Taylor-Joy e Olivia Cooke sono le Amiche di Sangue di Cory Finley

Credit: Claire Folger / Focus Features

Anya Taylor-Joy e Olivia Cooke sono le protagoniste di Amiche di Sangue, il thriller psicologico scritto e diretto da Cory Finley che sarà al cinema dal 2 agosto.

Dopo anni di vita vissuti lontane, le amiche d’infanzia Lily (Anya Taylor-Joy) e Amanda (Olivia Cooke) si rincontrano alla periferia del Connecticut. Lily si è trasformata in una raffinata adolescente dell’alta società con un curriculum che vanta un costoso college e un ambitissimo tirocinio; Amanda ha sviluppato una tagliente arguzia e una sua particolare mentalità entrambe volte a fare di lei un’emarginata. Sebbene sembrino inizialmente completamente in disaccordo, le due trovano un legame nel disprezzo di Lily nei confronti del suo oppressivo patrigno, Mark, e mentre la loro amicizia cresce ognuna tira fuori dall’altra le tendenze più distruttive. La loro ambizione le porta a ingaggiare un traffichino locale, Tim, e a prendere in mano la situazione per raddrizzare le loro vite.

Lasciamo spazio alle note di regia di Cory Finley:

Nel corso dell’ultimo paio d’anni un dialogo che imperversava nel mio cervello ha trovato la sua strada nella bocca di due personaggi, una coppia di adolescenti del provinciale Connecticut. Una di queste era Amanda, che aveva deciso che non provava emozioni umane e che le aveva simulate per tutta la vita. L’altra era Lily, che sembrava sensibile ed equilibrata, ma che invece nascondeva quel genere di impulsi emotivi incontrollabili che sono in grado di cancellare ogni razionalità e anche il suo riguardo per quelli che la circondano. La loro intricata amicizia è diventata la colonna vertebrale di Amiche di Sangue, originariamente pensato come una pièce teatrale”.

THOROUGHBREDS

Le cose migliori che scrivo nascono sempre dalla paura e ognuna di queste due ragazze rappresenta uno dei più oscuri sospetti che nutro su me stesso. Alcuni giorni mi sento così freddamente razionale da arrivare al vuoto. Altri giorni, delle emozioni apparentemente insignificanti si ingrandiscono fino a raggiungere una misura oltre la quale non riesco più a vedere nulla. Sia in Amanda che in Lily c’era tanto che mi terrorizzava ma anche tante cose che mi piacevano molto”.

La pièce è diventata una sorta di conversazione filosofica sulla moralità e sulle domande che mi tenevano sveglio la notte: se il mio impianto emotivo è davvero un po’ strambo, questo fa di me una persona cattiva? Gli istinti emotivi sono necessari per discernere il bene e il male? O invece una distaccata visione del mondo può in realtà essere una risorsa quando si tratta di prendere delle ‘decisioni morali’? Nella mia ansia figurano sempre benessere e privilegi, per questo ho immaginato questi due personaggi in un ambiente che potesse isolarli dall’empatia e in un’età in cui stanno appena iniziando a costruirsi il loro proprio sistema di valori”.

THOROUGHBREDS

Mentre continuavo a lavorare alla storia, è diventata insistente la sensazione che non fosse una pièce ma un film. Il teatro è il luogo in cui ho imparato a raccontare storie, ma è stato il cinema che ha catturato per primo la mia immaginazione quando da bambino correvo intorno a casa con una videocamera. È l’area della fantasia e dell’anima, il medium che ha impresso per sempre alcune immagini direttamente nella materia grigia del mio cervello e che mi ha reso troppo pauroso da non riuscire a percorrere da solo i trenta passi che dividevano il soggiorno dalla camera da letto. Amiche di Sangue voleva essere un thriller psicologico, che si svolgeva non solo nelle parole che si scambiavano le due protagoniste ma anche nei primi piani dei loro volti, espressivi o impenetrabili, e nelle ombre e nei corridoi della casa che incombono su di loro.

“Spero di aver fatto un film che insieme intrattenga e faccia pensare. Spero che sollevi questioni sull’appartenenza sociale e sul potere, senza fare prediche”.

Cory Finley