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Benedict Cumberbatch narra Walk With Me, alla scoperta del Mindfulness

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Narrato dalla voce del candidato all’Oscar Benedict Cumberbatch, martedì 12 settembre uscirà al cinema Walk With Me, il film di Marc Francis e Max Pugh racconta per la prima volta dall’interno la quotidianità di un monastero Zen del XXI secolo.


Realizzato nel corso di tre anni nel monastero in Francia, ma anche on the road negli Stati Uniti, Walk With Me è un viaggio nel microcosmo della comunità monastica del maestro Zen Thich Nath Hanh, che insegna l’antica arte della meditazione buddhista oggi nota come Mindfulness. Per la prima volta lo spettatore potrà vedere dall’interno la quotidianità di un monastero Zen del XXI secolo, nel quale un gruppo di occidentali dalle più diverse provenienze ha scelto di ricominciare a vivere impostando la propria vita su nuovi valori, capaci di aprire inedite prospettive spirituali.

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Quando ho visto Thich Nhat Hanh per la prima volta – racconta Marc Francis sono stato davvero impressionato dal suo senso di presenza e dal modo in cui era così consapevole. Questo incontro mi ha spinto a trovare un modo per fare un film che potesse raccontare quella esperienza”. Tradizionalmente la maggior parte dei film sono incentrati sulla vita di pochi personaggi protagonisti delle vicende raccontate ma, in questo caso, Francis sottolinea che “Thich Nhat Hanh non voleva essere idolatrato in alcun modo, per cui ci siamo quindi approcciati al film in maniera diversa, facendo in modo che si potesse rendere l’intera comunità il personaggio principale del film”.

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Il collega regista Max Pugh aggiunge: “questa esperienza ha cambiato la mia vita in molti modi: la pratica di ascolto profondo, di condivisione e la vita al fianco dei monaci, mi ha spinto a scavare più a fondo e a lavorare più duramente per trovare il modo migliore per rappresentare il loro modo di vivere all’interno del nostro film”. I due registi con Walk With Me hanno trovato un linguaggio cinematografico che possa trasmettere al pubblico la loro esperienza personale nel monastero, in modo che “il pubblico possa vivere lui stesso quella meditazione”.