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Benicio Del Toro è il potente Escobar di Andrea Di Stefano

Presentato in anteprima il 6 settembre 2014 al Toronto International Film Festival, arriva domani nei nostri cinema Escobar (titolo originale Escobar: Paradise Lost) l’apprezzata opera prima di Andrea Di Stefano (premiata al Festival Internazionale del Film di Roma 2014) con protagonista uno straordinario Benicio Del Toro affiancato da Josh Hutcherson.


Nick (Josh Hutcherson) pensa di aver trovato il paradiso quando va in Colombia da suo fratello. Una laguna di color turchese, una spiaggia bianca come l’avorio, onde perfette: un sogno per questo surfista Canadese. Poi incontra Maria (Claudia Traisac), una colombiana mozzafiato. I due s’innamorano pazzamente e tutto sembra andare per il meglio. Almeno fino a quando Maria non presenta Nick a suo zio: Pablo Escobar (Benicio Del Toro).

Prima di girare il film, Andrea Di Stefano ha fatto diverse ricerche su Pablo Escobar e sulla sua vita: “credo sia il criminale più odiato e più ammirato del mondo, in misura quasi uguale. Ancora oggi in Colombia le persone pregano per lui e ritengono che fosse una brava persona, mentre molti altri lo considerano un mostro. Il fatto che fosse molto legato alla sua famiglia mi sembrava un ulteriore lato da esplorare”.

Josh Hutcherson e

Josh Hutcherson e Claudia Traisac

Il film inizia all’epoca in cui i Colombiani vedevano Pablo Escobar come una persona molto ricca, e solo pochissimi sospettavano che trafficasse la cocaina, soprattutto perché all’epoca questa droga non era considerata dannosa per la salute. Allora, infatti, anche il commercio di marijuana prevedeva pene detentive più severe. In Colombia, Perù e Bolivia la cocaina era considerata una medicina. Si masticavano le foglie per combattere la malaria e guarire il raffreddore.

Per interpretare Escobar, la scelta di Di Stefano poteva essere solo una: Benicio Del Toro. È lo stesso regista a spiegarlo: “Benicio Del Toro doveva interpretare Pablo Escobar. Non c’erano dubbi al riguardo: doveva essere lui. Se avesse rifiutato, il film non sarebbe stato realizzato. Era importante avere un Pablo che fosse imponente, un attore dotato di una presenza grandiosa quanto quella di Marlon Brando in Apocalypse Now. Anche quando non è sullo schermo, avvertiamo la sua presenza”.

Benicio Del Toro

Benicio Del Toro

Nella mente del regista Pablo Escobar e Benicio Del Toro hanno finito per fondersi in un’unica entità. Per meglio capire il personaggio, vi proponiamo di seguito un estratto dell’intervista rilasciata dall’attore protagonista del film.

Quale lato di Pablo Escobar vediamo in questo film?

Ho dovuto studiare la sua vita, perché prima ne conoscevo solo il lato superficiale. E’ importante sapere che questo film non racconta la storia della sua vita; questi sono stralci della sua esistenza raccontati attraverso gli occhi di un giovane uomo che frequenta sua nipote. Si scoprono diverse sue sfaccettature: la sua vita familiare, il suo lato politico, e si coglie un’idea della sua crudeltà. Credo che la sceneggiatura cerchi di rimanere piuttosto fedele a molti elementi di Escobar.

Ha cercato di rimanere il più possibile fedele a lui, oppure c’è stato spazio per inventare?

C’è stato spazio per inventare. Sebbene i fatti chiave siano basati su eventi reali, la storia è romanzata. Hanno cercato di raccogliere più informazioni possibili riguardo Escobar – per capire come si comportava – di studiare le immagini di archivio, e che tu lo voglia o no, tutto questo materiale finisce per diventare il personaggio del film. Con Andrea, sapevamo che ci saremmo potuti prendere qualche libertà.

Nick e Maria

Nick e Maria

Come l’ha aiutata a costruire il personaggio l’abbondanza di materiale, di libri e documentari?

Se uno ha un’idea del personaggio mentre il regista e lo sceneggiatore ne hanno un’altra, o se si hanno dei dubbi, si può sempre tornare al materiale originale. Tutti i documenti a quel punto diventano arbitri: ti aiutano a decidere.

L’ha aiutata il fatto di aver interpretato Che Guevara?

In un certo senso, sì. Ma il film Che era più basato sulla sua vita. Era tutto vero, e questo ha imposto delle costrizioni. Con Che era come dover seguire un percorso. Qui, con Pablo, c’è stata un po’ più di flessibilità nell’interpretazione. Recitare non è solo imparare le battute e buttarti nella scena; è un po’ più complicato di questo. Soprattutto comporta molto impegno. Prima delle riprese qualcuno mi ha chiesto se questo film sarebbe stato più facile dell’altro. Dal mio punto di vita, sono entrambi unici, e se dai il meglio di te, ogni volta è ugualmente molto impegnativo e stressante; a volte è addirittura deprimente, e di tanto in tanto è emozionante. Speri solo di lavorare con della brava gente e di divertirti un po’.

Nick e Pablo

Nick e Pablo

Secondo il suo punto di vista, da dove viene il forte senso della famiglia di Pablo Escobar?

Sua madre ha esercitato l’influenza maggiore su di lui, così come suo fratello e le sue sorelle. C’è un lato prettamente latino nell’importanza della famiglia. Suo padre e sua madre erano molto presenti quando era bambino. Non proviene da una famiglia difficile, e non è stato abbandonato da piccolo. Certo, non è cresciuto in un ambiente confortevole, la sua famiglia era povera. Aveva un forte senso della famiglia quando era bambino, che poi ha mantenuto durante tutto il corso della sua vita. In un certo senso, è stato proprio questo il suo punto debole, il motivo della sua rovina. Parlava costantemente con la sua famiglia, e questo ha permesso di localizzarlo.

Perché era tanto protettivo nei confronti di sua nipote?

E’ sempre una questione di famiglia. Si sentiva una sorta di padre nei suoi confronti. Voleva assicurarsi che non soffrisse. Era protettivo, non possessivo. E’ solo alla fine del film che diventa geloso di Nick, perché ha paura che stia allontanando Maria. Crea il mondo che lui vuole per ciascun membro della sua famiglia. Loro possono vivere secondo le sue regole, ma se decidessero di rompere quelle regole e andarsene per conto proprio, lui non lo tollererebbe.

Pablo Escobar

Pablo Escobar

Aveva qualche riserva prima di accettare il ruolo?

I dubbi ci sono sempre, ma questa storia ha numerose dimensioni e mi emozionava molto l’idea di interpretare questa versione così particolare di Escobar.