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Bernini alla Galleria Borghese, la mostra che diventa film

Solo dal 12 al 14 novembre al cinema arriverà Bernini, il film evento – diretto da Francesco Invernizzi con la partecipazione di Anna Coliva, Luigi Ficacci e Andrea Bacchi – dedicato alla mostra di Gian Lorenzo Bernini alla Galleria Borghese di Roma. La selezione di oltre 60 capolavori in esposizione è stata definita dagli esperti d’arte come il ritorno a casa di Bernini. A quattro secoli dalla nascita dei maestosi gruppi scultorei dell’artista, attraverso riprese inedite ed esclusive, i protagonisti di questa grande Mostra raccontano e analizzano i dettagli delle opere giunte dai più prestigiosi musei del mondo.

Per presentare al meglio questo film evento, lasciamo spazio alle parole del regista, Francesco Invernizzi.

Con l’obiettivo di creare un dialogo diretto tra lo spettatore e le opere esposte nella Galleria Borghese, si è scelto di strutturare il film come una serie di nove ambientazioni di racconto, una per ognuna delle sezioni della mostra. Alla presentazione delle opere di una voce (il narratore o la referente scientifica Anna Coliva) si accompagnano i tre elementi oggetto di ripresa (Galleria Borghese, le opere di Bernini e Roma) illustrati dalla telecamera con effetti di luce che evidenziano esaltandole le peculiarità di quanto inquadrato.  Le nove sezioni si rispecchiano pedissequamente nella sequenza delle sale, dove la magnificenza di un luogo straordinario come la Galleria Borghese si racconta con passaggi dinamici prima di veduta generale e quindi di dettaglio, sulle decorazioni degli spazi murari e sui capolavori esposti”.

Bernini 1

Naturalismo, verosimiglianza e vitalità di Gian Lorenzo Bernini sono evidenziati con un dispiegamento di mezzi (camere e luci) che rendono giustizia alla finezza plastica di colui che è riconosciuto come il maestro assoluto del ritratto barocco. La sua tecnica, che è riuscita a rendere le statue “vive”, sarà supportata dalle riprese in 8K con inquadrature che lavoreranno su più piani. Per le opere più piccole (busti e modelli), previa rimozione delle teche e delle protezioni, si procederà all’analisi visiva di quanto il testo sta narrando, non lesinando quei dettagli macro che evidenziano l’abilità dell’artista. In questo modo si permette all’osservatore di avvicinarsi come dal vero non gli sarebbe concesso per ovvi motivi di sicurezza”.

Bernini 2

Per le opere di dimensioni maggiori, oltre ai citati dettagli macro, si cerca il dialogo con la monumentalità dei lavori. Per questo ci si avvarrà di una Tecnocrane in grado di cambiare il punto di osservazione e concedere allo spettatore il privilegio di un volo assolutamente inedito attorno alle opere di Bernini. Il poter circumnavigare la scultura con steady e carrelli permette di creare un senso di stupore per come le opere sono allocate all’interno dei piani nobili. Il dialogo visivo introdotto dal testo è lasciato al cambio di fuoco tra i soggetti del contenitore (la Galleria Borghese) e i contenuti (i pezzi del Bernini). La sequenzialità di quanto inquadrato costituirà un accompagnamento coerente alla successione cronologica dell’opera berniniana. Tranne per le scene in cui Anna Coliva si muove per le stanze durante il giorno, si è scelto di filmare le sale di notte per creare un’allure speciale e trasmettere allo spettatore l’idea di essere l’unico ospite in un momento magico della galleria”.

Bernini 3

I momenti interlocutori tra i due curatori dell’allestimento all’inizio della sceneggiatura sono filmati nei locali tecnici ricavati al piano della servitù. Qui la camera segue da vicino i due protagonisti, con dettagli sui volti e sulle mani che stanno creando la mostra evento. É l’unica parte del film in cui non è previsto uno speaker, proprio per cogliere quelle note di commento e confronto in grado di coinvolgere il pubblico e permettergli di rispondere alla domanda «come nasce una grande mostra?»”.

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Nella sequenzialità delle scene e delle opere non mancano riferimenti alla città di Roma. Per questo, su indicazione dei curatori, si è stilata una shooting list che porta il punto di osservazione fuori dalle mura della Galleria Borghese per andare a cogliere quegli aspetti della città eterna che influenzarono Bernini e che a sua volta egli stesso influenzò. Anche qui, sia in diurno che in notturno, si cerca di trasmettere quella messa in scena teatrale che caratterizzò l’artista. Si mostrano scorci del Bernini famoso ma si divaga accompagnati dalla voce narrante verso il Bernini meno noto”.

«Nessun artista ha incarnato il Seicento come Gian Lorenzo Bernini, che ha lavorato per nove Papi e impresso in modo indelebile il suo stile sulla Città Eterna. E nessun luogo interpreta il suo genio e talento più della Galleria Borghese”

The New York Times