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Blue My Mind, la liberazione femminile di Lisa Brühlmann

Dopo essere stato presentato ad Alice nella Città alla 12/ma Festa del Cinema di Roma, dove ha ricevuto il premio Camera D’oro Alice/Taodue, giovedì 13 giugno arriva nelle nostre sale Blue My Mind – Il Segreto Dei Miei Anni, il film d’esordio della regista svizzera Lisa Brühlmann, un racconto di formazione intimo e surreale che affronta in chiave fantasy la crescita, l’emancipazione e la trasformazione di un’adolescente.

Il film

Il film racconta di Mia (Luna Wedler, selezionata fra le migliori promesse del cinema dalla European Film Promotion), una ragazza di quindici anni appena trasferitasi con la sua famiglia alle porte di Zurigo. Mentre la ragazza si lancia in una selvaggia adolescenza cercando di fronteggiarla, il suo corpo comincia a cambiare in modo radicale. Nella disperazione cerca di anestetizzarsi con sesso e droghe, ma nonostante i tentativi di arrestare il processo è presto costretta ad accettare il fatto che la natura è molto più potente di lei. La trasformazione prosegue inesorabile, facendo diventare Mia quell’essere che per anni si è assopito dentro di lei e che ora sta prendendo il sopravvento.

 Lisa Brühlmann racconta…

Sono sempre stata affascinata dalle creature mitologiche e credo sia molto interessante il fatto che la figura della sirena appaia in differenti culture, a prescindere dai riferimenti geografici e temporali. Questo elemento ci suggerisce che si tratta di un archetipo appartenente all’inconscio collettivo. Allo stesso modo, è diventato subito evidente, sin dalle prime riprese, che volessi fuggire dalla figura tragico-romantica della fiaba di Hans Christian Andersen. Ho voluto infatti realizzare un film sull’emancipazione femminile“.

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Questo lavoro si focalizza quindi sul sentimento di sentirsi imprigionata. Imprigionata in un mondo ricco di regole da rispettare, un mondo a cui adeguarti e adattarti, soprattutto se sei giovane. Per me la sirena è il simbolo del desiderio di libertà, di quel potere femminile primordiale e di un mondo senza confini di nessun tipo. Il mio principale interesse è quello di ritrovare la connessione con la natura e con la propria essenza. Blue My Mind ha a che fare anche con la paura di non appartenere a qualcosa e al desiderio profondo di essere amati e di poter essere se stessi“.

Blue My Mind è, allo stesso tempo, un film sulla crescita e sulla ricerca della propria identità. Infatti, il film ha l’intento di mostrare su un nuovo livello tutti quei cambiamenti che si devono affrontare nella fase della pubertà. Ho voluto cercare di dare rispostealla domanda su come ci si sente quando il proprio corpo inizia a seguire delle leggi diverse, se inizia a cambiare e non c’è via di ritorno, quando ci si sente impotenti mentre la situazione scivola via a poco a poco. Quello che caratterizza il personaggio di Mia è la sua volontà di combattere queste pressioni, di affrontare le pressanti esigenze della pubertà rimanendo fedeli a se stessi”.

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Voglio che il pubblico sperimenti a un livello profondo come si sente Mia. In questo modo alle persone sarà forse possibile provare nuovamente che cosa vuol dire crescere. Uno dei modi in cui ho cercato di creare questa connessione è stato plasmare i personaggi secondo i miei ricordi di quel folle e commovente periodo adolescenziale. Allo stesso tempo mi sono fatta guidare dalla generazione degli adolescenti di oggi, trascorrendo molti giorni con loro per fini di ricerca. Volevo che il film avesse un’atmosfera sensuale e ricca di poesia. Questa è una storia che potrebbe svolgersi in qualsiasi parte del mondo, nella piccola borghesia di tutti i paesi“.