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Boris Karloff, tutti i volti della Paura

Dal 16 al 30 ottobre 2019 presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema di Milano, Fondazione Cineteca Italiana propone I Volti Della Paura di Boris Karloff, una imperdibile rassegna per i 50 anni dalla scomparsa della prima grande icona horror. 12 opere per celebrare il talento di Boris Karloff, in un ipnotico viaggio attraverso le tappe salienti di una carriera all’insegna della paura e del mistero, che sarà approfondita anche nella Masterclass Boris Karloff – Il Fascino del Male, mercoledì 23 ottobre alle ore 18 a cura di Fabio Giovannini, studioso ed esperto di immaginario gotico, fantastico e noir, nonché autore del libro Boris Karloff (Profondo Rosso Ed., 2017).

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Boris Karloff fu uno degli attori più celebri e acclamati del cinema classico hollywoodiano, divenendo – insieme a Lon Chaney e Bela Lugosi ‒ un’icona del genere horror, capace di evocare un intero repertorio iconografico e narrativo dando corpo a figure malvagie e demoniache. La sua stella inizia a brillare nel 1931, quando venne scelto da James Whale come protagonista del celebre Frankenstein, nella parte della “creatura”.

Durante il periodo d’oro del genere horror, interpretò una serie di personaggi contraddistinti da un’aggressività trattenuta, incanalata sui binari di una follia silenziosa e crudele, come la figura del sacerdote egizio Imhotep in The Mummy (1932) di Karl Freund, del perfido dottor Fu Manchu in La Maschera di Fu Manchu (1932) di Charles Brabin e King Vidor, dell’architetto Poelzig in The Black Cat (1934) di Edgar G. Ulmer, oppure di un cocchiere che rimuove i cadaveri dalle tombe in La Iena – L’Uomo di Mezzanotte di Robert Wise.

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Ma Karloff fu capace anche di giocare con grande intelligenza e ironia sulla componente mostruosa e malefica che veniva irrimediabilmente associata alla sua figura. Da qui la sua presenza in alcune parodie del genere horror, come I Maghi Del Terrore (1963) di Roger Corman. Il suo penultimo film, Bersagli (1968), dell’allora esordiente Peter Bogdanovich ‒ in cui K. interpreta praticamente sé stesso, vestendo i panni di Byron Orlok, un vecchio attore di film horror ‒ chiude in maniera esemplare questa stagione della sua carriera, tutta all’insegna di una forte consapevolezza del proprio ruolo all’interno dell’industria hollywoodiana.

Programma completo qui