Marina Abramovic

Cate Blanchett, Marina Abramovic, Ulay: su IWonderfull l’Arte sovversiva

Cate Blanchett, Marina Abramovic, Ulay e Belarus Free Theatre: l’arte del vivere in quattro storie in cui si intrecciano amore, politica, futuro, passato, per ricordare che un gesto artistico è sempre l’inizio di una rivoluzione. L’Arte, nella sua forma più pura e sovversiva, da giovedì 11 marzo è al centro della proposta settimanale di IWonderfull, la piattaforma streaming Video On Demand di I Wonder Pictures realizzata in partnership con MYmovies.it

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Cate Blanchett in “Manifesto”

L’Arte del vivere

Se qualcosa ci ha salvato in questo ultimo anno sono state proprio l’arte e L’Arte del Vivere. La musica dai balconi e dai tetti, il cinema e le serie televisive attraverso le piattaforme di streaming, ma anche la speranza, sempre viva, di poter tornare quanto prima al cinema o in un teatro o a un concerto. Quel che resta intatto è il messaggio che qualunque gesto artistico porta con sé. L’arte è vita. Ogni vita è un’opera d’arte. Si può dedicare la propria esistenza alla creazione, alla divulgazione, alla rappresentazione dell’arte. Perché l’arte è una necessità intrinseca nell’essere umano.

Manifesto

Sono ben 13 i personaggi femminili interpretati da Cate Blanchett in Manifesto, versione cinematografica di un’installazione di video arte firmata, come il film, da Julian Rosefeldt. Interpretando tredici personaggi diversi, l’attrice due volte premio Oscar enuncia altrettanti manifesti artistici e politici che hanno cambiato, in un modo o nell’altro, la Storia. Il Manifesto del Partito Comunista raccontato da un homeless, i motti dadaisti recitati da una vedova a un funerale, il Dogma 95 descritto da una maestra ai suoi alunni, questi e altri episodi, tutti perfettamente di 10’ e 30” vanno a comporre un unico Manifesto, un film affascinante che mette in scena correnti e ideologie che hanno contribuito a renderci ciò che oggi siamo, come singoli e comunità.

"Ulay Performing Life"

“Ulay Performing Life”

Ulay Performing Life

C’è chi l’arte la vive letteralmente sulla propria pelle. Come Ulay, uno dei più grandi artisti performativi di sempre, creatore di opere estreme e straordinarie, da solo e in coppia, per dodici anni, con Marina Abramovic. Il suo capolavoro lo ha portato dentro di sé, un male che Ulay ha combattuto e vinto rendendolo protagonista di un’opera d’arte, il film Ulay Performing Life di Damjan Kozole. Un’opera imperdibile, che racconta un anno della sua vita e la racchiude tutta, arriva su IWonderfull a un anno dalla morte di Ulay, avvenuta il 2 marzo 2020.

The Space in Between: Marina Abramovic and Brazil

Anche Marina Abramovic ha fatto della sua vita arte, cercandola ovunque. The Space in Between: Marina Abramovic and Brazil di Marco Del Fiol è un viaggio attraverso le religioni e i riti dei luoghi più reconditi del grande paese sudamericano. Un percorso di identificazione in cui religione e arte si intrecciano, provocando un corto circuito persino in una pioniera dell’arte performativa. Un’opera illuminante e struggente.

"Dangerous Acts - Starring The Unstable Elements of Belarus"

“Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarus”

Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarus

D’altronde l’arte è rivelazione, libertà e verità, anche nella finzione. La vita è un palcoscenico, diceva Shakespeare, e il Belarus Free Theatre ha preso questo insegnamento estremamente sul serio. Questa compagnia teatrale è stata infatti dichiarata fuorilegge dal governo bielorusso perché considerata “sovversiva”. Difficile trovare un complimento migliore, né tantomeno sperare in una recensione altrettanto positiva per spettacoli che parlano di libertà sessuale, alcolismo, suicidio e violazioni dei diritti politici. Dangerous Acts – Starring The Unstable Elements of Belarus di Madeleine Sackler non dovrebbe essere visto come un documentario, bensì come un tutorial, un corso accelerato per dare forma a idee e ideali attraverso l’arte.