WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD'S ON FIRE di Roberto Minervini

Che Fare Quando Il Mondo è in Fiamme, la riflessione di Roberto Minervini

Dopo la presentazione in anteprima mondiale alla 75esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia (dove era in Concorso), giovedì 9 maggio arriva nelle nostre sale Cosa Fare Quando il Mondo è in Fiamme?, il nuovo documentario di Roberto Minervini che ci propone una scottante riflessione sul concetto di razza in America.

What You Gonna Do When the World’s on Fire? – Che fare quando il mondo è in fiamme?

Quella di Minervini è una riflessione sul razzismo in America, e insieme il ritratto intimo di una comunità che nell’estate del 2017, dopo che una serie di brutali uccisioni di giovani africani da parte della polizia ha scosso tutti gli Stati Uniti, combatte per la giustizia, la dignità e la sopravvivenza in un Paese che non sembra essere dalla sua parte. Judy cerca di mantenere a galla la propria famiglia allargata, mentre gestisce un bar minacciato dalla gentrificazione.

Ronaldo e Titus, due giovanissimi fratelli, crescono in un quartiere afflitto dalla violenza, mentre il padre è in prigione. Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras, lotta per mantenere vivo il patrimonio culturale della sua gente attraverso i rituali del canto e del cucito. Infine, il gruppo rivoluzionario delle Black Panthers indaga sul linciaggio di due ragazzi nel Mississippi, mentre organizza una protesta contro la brutalità della polizia.

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Roberto Minervini racconta…

Ho voluto scavare ancora più a fondo nelle radici della disuguaglianza sociale nell’America odierna, concentrandomi sulla condizione degli africani americani. Nella fase di ricerca e preparazione del film siamo riusciti ad avere accesso a quartieri e comunità off-limits per i più. Mossa dalla collera e dalla paura, la gente cercava un’occasione per raccontare a voce alta le proprie storie. La mia speranza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, vedono intensificarsi i crimini motivati dall’odio e delle politiche discriminatorie”.