(foto di Andrea Camuffo)

Davide Marengo accusa la finanza mondiale con Breve Storia di Lunghi Tradimenti

(foto di Andrea Camuffo)

Esce oggi al cinema Breve Storia di Lunghi Tradimenti il film di Davide Marengo (presentato nel 2012 al Courmayeur Film Festival) basato sull’omonimo romanzo di Tullio Avoledo. Si tratta di un “Bank Thriller”, un film di azione, d’amore e di riflessione sulla funzione della finanza globalizzata nel mondo contemporaneo. Una vicenda complessa e universale, che ha visto impegnato un cast di grande profilo: Guido Caprino, Carolina Crescentini, Maya Sansa, Philippe Leroy, Ennio Fantastichini, Francesco Pannofino, Nino Frassica e Paolo Calabresi.


Banche senza scrupoli. Incontri del G20. Disastri ecologici provocati dal petrolio. Strani faccendieri che mediano nell’ombra tra governi e grandi speculatori. Uomini pronti a uccidere, pur di mettere le mani su risorse fondamentali per mandare avanti l’economia mondiale. Tutti temi che stanno all’interno della trama di questo film.

Giulio (Guido Caprino) è un giovane avvocato di provincia, con un matrimonio in crisi e che si ritrova catapultato in un intrigo internazionale tra Sudamerica ed Europa, dove banche d’affari senza scrupoli approfittano dei disastri ecologici per arricchirsi. A trascinarlo in questa disavventura, la bella e spietata Cecilia (Carolina Crescentini): in poche ore Giulio, che cerca di non perdere mai il suo sguardo ironico sulla vita, dovrà lasciare l’Italia, mettendo ancora più in crisi il già traballante rapporto con la moglie Valeria (Maya Sansa). Arrivato a Queimada, si ritroverà di fronte a un Paese governato da uno spietato dittatore corrotto, ma anche a una resistenza che si batte per i diritti del popolo.

Guido Caprino e Carolina Crescentini

Guido Caprino e Carolina Crescentini

Breve storia di lunghi tradimenti fa esplicito riferimento al film Queimada diretto nel 1968 da Gillo Pontecorvo, e girato a Cartagena (Colombia) in cui Gillo ha raccontato come l’Inghilterra, attraverso un agente provocatore (Marlon Brando), scatena una rivolta di schiavi con l’intento di far passare il governo dello Stato di Queimada, e conseguentemente il controllo della sua ricchezza: la coltivazione della canna da zucchero, dalle mani dei portoghesi a quella degli inglesi.

Lo Stato in cui si svolge la vicenda del film è ancora una volta la Repubblica di Queimada, dove si trova il Salar de Queimada, (nella realtà Salar de Uyuni – Bolivia) che nasconde il 50% di tutto il litio esistente al mondo e che suscita l’interesse della finanza mondiale.

Philippe Leroy

Philippe Leroy

Il regista Davide Marengo sostiene che “il film racconta come oggi, nel 21° secolo, impadronirsi delle risorse dei Paesi emergenti o del Terzo Mondo, non avviene più come nei secoli scorsi attraverso guerre, rivoluzioni interne e colpi di Stato, ma grazie a complessi meccanismi finanziari, in cui a gestire gli eventi è la finanza e non sono più i governi”.

“Oggi un paese non si conquista, si compra”.