COP

Diamante Nero: le ragazze di Céline Sciamma cercano un posto nel mondo

Dopo essere stato presentato in apertura della Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes, arriva oggi al cinema Diamante Nero, il film diretto da Céline Sciamma che ha ottenuto quattro candidature ai César ed è stato finalista al Premio Lux del Parlamento Europeo.

Oppressa da una difficile situazione familiare e emarginata a scuola, Marieme (Karidja Touré) si unisce a un gruppo di tre coetanee dallo spirito libero che le fanno conoscere quell’orgoglio e quella solidarietà che erano sempre mancati nella sua vita. Ma trovare la propria strada verso l’età adulta si rivelerà più difficile del previsto.

Dopo lo straordinario successo di Tomboy, Céline Sciamma torna a raccontare la storia di una giovanissima protagonista in cerca di un’identità e di un posto nel mondo, con uno stile capace come pochi di catturare le emozioni più segrete dell’animo femminile.

Karidja Touré

Karidja Touré

Sono i personaggi stessi la scintilla da cui è nato il film. Le adolescenti che la Sciamma descrive sono le stesse che incontra regolarmente al centro commerciale di Les Halles, in metro e alla Gare du Nord, come spiega lei medesima: “sempre in gruppo, rumorose e esuberanti. Per saperne di più, sono andata a cercarmi i loro blog, finendo per restare affascinata da quell’estetica, da quello stile, da quelle pose. Al di là dell’incontenibile energia che li contraddistingue, i loro profili riflettono il tema da sempre al centro del mio lavoro di regista”.

La regista si è interrogata sulla questione della giovinezza e dell’iniziazione, stavolta su uno sfondo più saldamente ancorato alla realtà odierna della Francia: “tuttavia, per quanto il film sia legato alla contemporaneità, le vicende che racconta restano senza tempo, appartengono al regno della mitologia del cinema” spiega Céline Sciamma.

2

Nel descrivere il suo Diamante Nero, la Sciamma ha spiegato che si tratta di “un ritratto intimo, una classica storia di formazione. Non è un film su una minoranza etnica della banlieue, ossia, per dirla tutta, non appartiene a quello che da vent’anni a questa parte è diventato un vero e proprio genere con le sue regole e i suoi codici”.

Rispetto al realismo sociale di titoli come L’Odio o La Schivata, il suo film usa “un approccio narrativo più originale e ricco di speranza”. La regista ha anche scritto la sceneggiatura e per la colonna sonora, oltre alla rinnovata collaborazione con Para One, ha ottenuto direttamente da Rihanna anche i diritti della hit Diamonds: “è stata dura ma alla fine, lei stessa ci ha dato l’autorizzazione dopo aver visto la scena in cui l’avremmo usata”.

3

Il casting delle attrici è durato oltre quattro mesi: “alcune audizioni aperte ci hanno dato la possibilità di incontrare centinaia di ragazze nelle strade, nei centri commerciali e ai parchi giochi. Eravamo alla ricerca di giovani donne con un forte carisma fisico e delle identità ben definite. Era essenziale riuscire a comporre un gruppo i cui membri avessero al tempo stesso affinità e contrasti”.

Le quattro protagoniste, tutte esordienti, emergevano nettamente tra le altre e avevano una presenza ed un’energia fuori del comune: intelligenza, umorismo, stile, inventiva. Tutte qualità che hanno convinto la regista a sceglierle perché adatte a raccontare questa generazione.

4

Oltre alla bravissima Karidja Touré, attrice esordiente nel ruolo della protagonista Marieme, anche le altre ragazze (Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Marietou Touré) se la sono cavata egregiamente: “rappresentano dei personaggi meno sfumati, più radicali, e tutte le ragazze hanno dimostrato combattività e energia, uniti a un lato più infantile, fatto di malinconia, fragilità e tenerezza: la formula esatta in cui speravo” ha concluso Céline Sciamma.

“Nel mio film ho voluto costruire un’identità femminile nel contesto della pressione sociale, delle restrizioni e dei tabù”

Céline Sciamma