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Dipendenza e inquietudine, l’Alcolista di Lucas Pavetto

Seconda opera di Lucas Pavetto, talentuoso regista italo-argentino, è da oggi al cinema Alcolista, un thriller a tinte horror girato a New York con una produzione tutta italiana, la Dea Film, specializzata in film di genere di impronta internazionale.


Daniel (Bret Roberts), è un uomo solo, senz’altra compagnia che le bottiglie di alcolici sparse per casa, passa le giornate a progettare l’omicidio del suo vicino di casa. L’incontro con Claire (Gabriella Wright), un’assistente sociale, lo aiuterà a chiarire le ragioni di questo piano e a cacciare via i demoni che assillano la sua vita. O forse no?

Ecco le note di regia di Lucas Pavetto:

L’ alcool è una sostanza stupefacente legale e sottovalutata dai giovani, ma può sortire effetti ben più devastanti di quelli causati dalle cosiddette droghe pesanti. L’abuso di alcool da parte dei minori più influenzabili è quasi un gioco, ma alla lunga può diventare un incubo. Questo film vorrebbe raccontare attraverso un impianto narrativo tipicamente thriller, la storia di un uomo che ha perso tutto e che iniziando a bere precipita ancora più in basso fino a perdere la propria integrità morale”.

Ben e Claire

Daniel e Claire

Per il ruolo del protagonista, ho voluto scegliere un attore che abbia provato realmente sulla sua pelle la dipendenza alcolica: Bret Roberts, infatti, era alcolista. Abbiamo lavorato insieme al personaggio inserendo nel film delle scene e dei dettagli tratti da situazioni reali vissute da un vero alcolista. Daniel affronta sostanzialmente due drammi: il primo è la perdita della moglie e della figlia in un incidente stradale, il secondo è la patologia determinata dall’alcolismo che lo sta divorando lentamente.

Il meccanismo che lo porta a bere, è un classico da manuale medico: cercare di anestetizzare la sua sofferenza. Mi sembra interessante soffermarsi su quello che è lo stato psicologico della persona alcolizzata (con l’uso di allucinazioni e delirio) ma anche sullo stato fisico e i danni che provoca verso se stesso e verso gli altri (sia attraverso la decadenza fisica che rispetto ai reati che può provocare chi vive in uno stato mentale privo di lucidità)”.

Bret Roberts

Bret Roberts

Il film manifesta una condanna netta nei confronti dell’abuso etilico mostrandone tutti i lati negativi, tuttavia l’alcool non è visto come unico responsabile; il film vuole suggerire una riflessione in merito a chi affronta la vita attraverso una chiave di interpretazione prettamente nichilista e pessimista. Uno dei miei principali obbiettivi nella realizzazione di questo film è far vivere allo spettatore un senso di inquietudine e di sfasamento, tipico di chi non è in pace con se stesso e cerca disperatamente una soluzione alle proprie sofferenze”.