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Dove Cadono Le Ombre, la favola nera di Valentina Pedicini

A Venezia, nella sezione parallela alla Mostra dei Venice Days – Le Giornata Degli Autori, verrà proiettato in Concorso Dove Cadono le Ombre, l’opera prima di Valentina Pedicini con Elena Cotta, Federica Rosellini, Josafat Vagni, Lucrezia Guidone. Il film sarà al cinema dal 6 settembre.


Anna (Federica Rossellini) e Hans (Josafat Vagni), infermiera e suo assistente di un vecchio istituto per anziani, sono due anime “bambine” incastrate in corpi di adulti. Intrappolati nel tempo e nello spazio, si muovono tra le stanze e il giardino di quello che era un ex orfanotrofio, come se qui si consumasse tutta la vita, dall’infanzia alla morte, come se non ci fosse luogo più accogliente al mondo di quello che li ha visti prigionieri nell’infanzia.

Dal passato riappare Gertrud (Elena Cotta), una vecchia signora dai modi gentili; tutto sembra precipitare, il nastro dell’orrore sembra riavvolgersi. Il male è bianco, come il camice di Gertrud, come le pareti dell’ala ovest, la zona delle torture. L’istituto perde dunque i contorni attuali e torna ad essere ciò che era; ricovero crudele di bambini jenisch sottratti alle famiglie, tempio di un progetto di eugenetica capitanato proprio da Gertrud. Anna, schiava di quel luogo e di un’infanzia dolorosa che non termina mai, riprende con forza le ricerche di Franziska (Lucrezia Guidone), amica amata di una vita della quale ha perso le tracce molto tempo prima e che cerca ovunque e senza sosta. Ispirato a una storia vera, a settecento storie vere.

© Carlo Baroncini Photography

© Carlo Baroncini Photography

In Dove Cadono Le Ombre, Anna, deve attraversare l’abisso per recuperare la sua identità jenisch, per uscire da un incubo lungo anni. Attorno a lei, Hans il “gravedigger”, Gertrud matrigna e carnefice, Franziska fantasma, ossessione. Tutti prigionieri di un universo chiuso e claustrofobico. Atmosfere astratte, suoni di terra scavata e ninna nanne, corpi di vecchi, di bambini mai cresciuti. Il presente è blu, come gli occhi di Anna, come un lago dietro il quale si nasconde il nulla. Il male è bianco, come il camice di Gertrud, come le pareti dell’“ala ovest”, la zona delle torture.

“Questa è una favola nera, una riflessione sulla vendetta e il perdono”

Valentina Pedicini