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E Noi Come Stronzi Rimanemmo a Guardare, il maledetto algoritmo di Pierfrancesco Diliberto

Presentato come Evento Speciale all’ultima Festa del Cinema di Roma, lunedì 29 novembre alle 21:15 in prima visione assoluta su Sky Cinema Uno andrà in onda E Noi Come Stronzi Rimanemmo a Guardare, il nuovo film Sky Original diretto da Pierfrancesco Diliberto, che lo ha anche scritto con Michele Astori che si sono liberamente ispirati al concept Candido e la Tecnologia, del collettivo I Diavoli.  – ed interpretato da Fabio De Luigi, Ilenia Pastorelli, Pif, Valeria Solarino, Maurizio Marchetti, Maurizio Lombardi e Eamon Farren.

Il film

Arturo (Fabio De Luigi) è un manager rampante che, senza sospettarlo, introduce l’algoritmo che lo renderà superfluo nella sua azienda. Perde così in un solo colpo fidanzata, posto di lavoro e amici. Per non rimanere anche senza un tetto si adatterà a lavorare come rider per FUUBER, una grande multinazionale, colosso della tecnologia. L’unica consolazione alla sua solitudine è Stella (Ilenia Pastorelli), un ologramma nato da una app sviluppata dalla stessa FUUBER. Ma dopo la prima settimana di prova gratuita, quando Arturo è ormai legato alla figura di Stella, lui non può permettersi di rinnovare l’abbonamento. Arturo si troverà così costretto a darsi da fare per ritrovare l’amore e la libertà, ammesso che esistano davvero.

Ilenia Pastorelli e Fabio De Luigi

Ilenia Pastorelli e Fabio De Luigi

Pierfrancesco Diliberto racconta…

Algoritmo. Oggi, questa, è la parola chiave per porre fine ad ogni discussione, lamentela o domanda. La frase da pronunciare esatta è: “Lo ha deciso l’algoritmo!”. Accompagnandola con una espressione di rassegnazione e alzando possibilmente le spalle. Come dire: “Io vorrei, ma non posso perché lo ha deciso l’algoritmo”. E visto che l’ ”algoritmo” ormai sovrintende, sempre più, le dinamiche di gran parte della società, sempre più saremo costretti a fare le cose più insensate e illogiche, cambiando magari usanze e tradizioni, fino a vivere una vita che non ci appartiene. E non sapremo mai il perché, visto che è difficile trovare qualcuno capace di spiegarci come funziona esattamente un algoritmo. Quando poi l’algoritmo si incomincia a utilizzare anche nel mondo del lavoro, quindi dei diritti, e non solo per la prenotazione del biglietto del cinema, allora la cosa diventa maledettamente seria“.