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Essere donna a Ciampino – Elisabetta Angelillo: “Femminile e plurale, cerchiamo 5 registe per un documentario”

All’interno dell’iniziativa cinematografico-sociale Documenta Ciampino (NE ABBIAMO PARLATO QUI), dal 13 al 19 dicembre avrà luogo a Ciampino la Residenza artistica di cinema del reale: “Città: femminile plurale”, un progetto rivolto a 5 registe provenienti da tutta Italia, alle quali sarà richiesto di realizzare assieme un documentario breve sulla città di Ciampino. La domanda alla quale si cerca di rispondere con la residenza artistica riguarda le caratteristiche dell’esperienza femminile a Ciampino: cosa significa essere donna in questa città? 

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Intervista a Elisabetta Angelillo

Per parlare della Residenza, abbiamo intervistato colei che la coordinerà, ovvero Elisabetta Angelillo della società di produzione Koda Media.

Le faccio subito la domanda più difficile: cosa significa essere donna a Ciampino? Perché avete incentrato su questo tema – e su questa domanda – la residenza artistica del cinema del reale dal 13 al 19 dicembre?

La scelta nasce dalla lettura del libro della geografa canadese Leslie Kern, “La città femminista”. Ciampino, come qualsiasi altra città è progettata avendo in mente primariamente le esigenze degli uomini. Si tratta di un modello vecchio, centrato su uno schema che oggi non è più attuale: sintetizzando al massimo, l’uomo lavora e la donna sta a casa. Oggi, invece, le donne hanno vite molto più articolate e complesse, condizionate dall’organizzazione dello spazio urbano. Faccio due esempi banali: per una donna con figli piccoli usare i mezzi pubblici è tutt’altro che agevole; oppure, avete mai fatto caso a come sono progettati i parchi pubblici? Non mi pare tengano conto delle esigenze delle giovani donne: nello scenario migliore ci sono spazi per fare sport, mentre per le ragazze che d’inverno vorrebbero solo un posto dove stare a chiacchierare al riparo delle intemperie non c’è nulla.

Sceglierete 5 videomaker. Che candidate state cercando?

Il primo elemento qualificante è l’adozione programmatica di uno sguardo di genere, per cui la residenza è riservata alle persone che si riconoscono in un’identità di genere femminile. Il cinema e i mezzi di comunicazione tendono a replicare degli stereotipi di genere: perché lo spazio di rappresentazione delle giovani donne deve essere solo la loro cameretta, ossia uno spazio privato? Ci sono donne che vivono e reclamano lo spazio pubblico, raccontiamole! Poi cerchiamo autori che condividano con noi la preferenza per il documentario come genere cinematografico autonomo. Spesso si cade nell’equivoco che, in quanto meno costoso rispetto alla fiction, il documentario sia una sorta di parente povero.

Elisabetta Angelillo

Elisabetta Angelillo

Anime e punti di vista diversi, che però in questo caso si fonderanno. Quanto secondo lei le donne riescono a lavorare bene insieme in nome di un obiettivo comune? Perché credete in questo documentario collettivo? Riuscirà ad emergere nitidamente ognuna di loro?

Questa domanda è scivolosa. Il cinema e l’audiovisivo sono ambienti lavorativi molto maschili. Personalmente non mi è mai capitato di lavorare in gruppi tutti al femminile, ma non mi pare che possano esistere gruppi creativi positivi nei quali cooperazione e conflitto, alla fine non finiscano per co-esistere. Anche qui ci sono dei luoghi comuni da superare: le donne, in quanto tali, non fanno necessariamente squadra, come non è escluso che competano tra loro. Rispetto alla forma collettiva, si tratta di una modalità di produzione con una lunga tradizione e secondo me molto feconda. Quella di Documenta Ciampino è una residenza artistica con un mandato esplicito per cui penso che le partecipanti debbano innanzitutto condividere un obiettivo rispetto al quale trovare ragionevoli accordi tra di loro.

Le filmmaker dovranno inquadrare la vera protagonista del progetto: la realtà. Per tale scopo sarà adottato il metodo “Docma” proposto dal regista Thomas Sheridan. Ce ne può parlare?

Ho sperimentato in prima persona questo metodo, partecipando io stessa a una residenza artistica. Ovviamente il riferimento è a Dogma 95, il manifesto di Lars Von Trier e Thomas Vinterberg per il ritorno al cinema delle origini. Docma è il documentario ridotto all’osso. Questa scelta non è una critica nei confronti del documentario creativo contemporaneo, sempre più contaminato con la fiction. Semplicemente, ci sembrava un metodo molto adatto a una residenza artistica di breve durata: le limitazioni produttive imposte da questo metodo (una sola videocamera, niente interviste formali, solo audio ambiente) richiedono di concentrarsi sul nucleo del racconto.

Che supporto daranno i gatekeeper?

La residenza prevede il coinvolgimento di attivisti locali provenienti da due associazioni partner del progetto: Officine Civiche e Ciampino Bene Comune. Il ragionamento che abbiamo fatto è anche in questo caso molto semplice: nel documentario è fondamentale la costruzione di una relazione fiduciaria con le persone che vengono rappresentate, si tratta di un processo che può richiedere tempo. I gatekeeper sono sia dei facilitatori, sia dei garanti: fidati questa persona con la videocamera è con me!

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Il documentario avrà una colonna sonora originale composta dal compositore e producer locale Piermatteo Sacchini. Che apporto darà la sua musica? Perché lo avete scelto?

La musica è una parte fondamentale di un prodotto audiovisivo, basti pensare ad autori come Sergio Leone o David Lynch: i loro film sarebbero così riconoscibili senza le musiche di Morricone e Badalamenti? Per Documenta Ciampino questa è una sfida complessa perché Piermatteo sarà chiamato a comporre una colonna sonora senza che il cortometraggio sia finito. Il suo forse è il compito più difficile, per questo motivo abbiamo scelto un autore che avesse già un rapporto con la città, ne conoscesse il mood, il ritmo profondo. Dal punto di vista pratico penso che i primi due giorni della residenza saranno determinanti per orientare il suo lavoro. 

Al di là del documentario finale, cosa pensa che regalerà questa esperienza alle cinque candidate prescelte?

Innanzitutto, si tratta di un esperimento che spero sia per tutte stimolante. Poi, mi piacerebbe che in questa settimana imparassimo a riconoscere e a mettere in discussione quegli aspetti della città solo all’apparenza neutri: c’è un grande lavoro da fare per contrastare le discriminazioni di genere, il primo passo è imparare a riconoscerle, il documentario può essere, in questo senso, uno strumento importante. Poi, dal punto di vista personale, finalmente lavorerò con tutte donne.

Intervista di Giacomo Aricò


Città: Femminile Plurale

 

Candidature

Le candidature potranno essere inviate tramite la piattaforma Filmfreeway [QUI] sino alle 23:59 del 5 novembre 2021. I passaggi sono due:
1) In “Add Porject” caricare, nella categoria script, bio-filmografia con un massimo di 3 link a lavori precedenti. Indicare come nome progetto il proprio nome e come paese di origine Italia;
2) In “Submit Project” selezionare la bio-filmografia appena caricata
In alternativa inviare il tutto a documentaciampino@gmail.com.

Criteri di selezione

La selezione delle videomaker sarà realizzata dall’organizzazione di Documenta Ciampino tenendo conto delle motivazioni espresse, dell’esperienza e dei precedenti lavori. In caso di necessità, l’organizzazione si riserva di contattare direttamente le candidate. Per la partecipazione alla residenza artistica sarà inoltre necessario essere in possesso del Green Pass.

Le regole Thomas Sheridan

La residenza artistica sarà realizzata attraverso il metodo “Docma” proposto dal regista Thomas Sheridan, una modalità di racconto per immagini che si caratterizza per alcune regole produttive funzionali a creare documentari che abbiano una forte aderenza con la vita reale e con le esperienze delle persone, limitando in modo deliberato le opportunità di “costruzione” del racconto. Le “regole” sono 10:

  • 1 camera + 1 Microfono + 1 PC
  • 5 videomaker + 5 giorni = 1 film
  • Solo suono sincronizzato
  • Solo macchina a mano
  • Max 120 minuti di girato
  • No messa in scena
  • No interviste formali
  • Solo tagli netti in montaggio
  • Solo gente qui e ora
  • Show don’t tell

Ospitalità

Le videomaker saranno ospiti dell’organizzazione per tutta la durata della residenza; sarà fornito loro anche un contributo economico per il viaggio. Trattandosi di un lavoro su commissione alle videomaker selezionate sarà corrisposta una fee di 200,00 euro ciascuna.

Date

La residenza si terrà dal 13 al 19 dicembre 2021. Nella serata del 19 dicembre è prevista la proiezione pubblica del documentario presso il cinema Il piccolissimo di Ciampino.

Requisiti

  • Identità di genere femminile
  • Disponibilità a partecipare al progetto nelle date indicate, con la consapevolezza della possibilità di slittamento o annullamento nel caso di cambiamento della situazione sanitaria.
  • Impegno a concedere l’utilizzo dei propri dati e delle opere prodotte durante la residenza a fini formativi, produttivi e promozionali legati al progetto.