(Foto di Daniele Zaccardo)

Fantasmagoria, leggende urbane e folklore italiano nella web serie di Byron Rink

(Foto di Daniele Zaccardo)

Giovedì 2 luglio esce oline il secondo episodio di Fantasmagoria: Fantasmi Nella Rete la web serie ideata e creata dal cantante indie-rock Byron Rink durante il periodo del lockdown, con l’amichevole partecipazione di Tom Savini per gli effetti speciali, del regista del fanta-horror Luigi Cozzi e la colonna sonora di Pino Donaggio. Gli episodi  verranno pubblicati con cadenza mensile sul canale YouTube Ore Di Orrore dello youtuber romano Alessio Giorgi (terzo episodio il 6 agosto, quarto episodio il 3 settembre).

Fantasmagoria, una web docu-serie

Fantasmagoria affronta le più popolari leggende urbane italiane in una chiave narrativa innovativa e irriverente. Grazie all’utilizzo di originali espedienti narrativi e visivi, capaci di alternare il linguaggio della finzione a quello documentaristico, la serie si presenta con un impianto tanto spettacolare quanto didattico. La modalità documentaristica, infatti, rende l’approccio storico affascinante e di facile assimilazione per lo spettatore. L’eredità della tradizione gotica in Fantasmagoria è un aspetto essenziale. Questa, però, riesce a trovare nella tradizione una forma analitica e narrativa innovativa che consente nuovi spunti di riflessioni, recuperando e valorizzando il folklore italiano. Interpretata, tra gli altri, da Byron Rink, Stefano Diaferia, Michele Grassini, Simone Pulcini, Giuliano Di Giovanbattista, Mauro Tiberi, Andrea Ceravolo e Simona Vazzoler, la serie è un rapido susseguirsi di immagini, suoni, colori, oggetti e azioni che colpiscono vivamente i sensi e la fantasia dello spettatore.

(Foto di Daniele Zaccardo)

(Foto di Daniele Zaccardo)

Byron Rink racconta…

Avevo appena ultimato la stesura degli episodi di una serie distopica che stavo cercando di far produrre. Facevo colloqui in giro e non sapevo che le vicende mondiali sarebbero andate proprio in una maniera del tutto simile a quelle che stavo presentando. Rimasi bloccato in casa, ma da tempo avevo in mente questa idea di creare delle narrazioni cinematiche, svincolate dalla rigidità produttiva e diversamente libere. In passato avevo fatto dei reading e conoscevo bene il potere della voce, è una delle facoltà più vecchie del mondo, l’uomo all’interno della grotta racconta le storie per far passare il tempo, e se le storie sono spaventose esorcizzano meglio le paure. La situazione nella quale mi trovavo era esattamente quella dell’uomo chiuso nella grotta, così, sapendo fare un po’ di tutto, mi misi al lavoro”.