Colazione_da_Tiffany_03

Film à Porter, a Bologna la rassegna su Cinema e Moda

Dal 15 al 17 novembre, alla Fondazione Fashion Research Italy (via del Fonditore, 12, Bologna) e al Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini), va in scena Film à Porter. Tre giorni di film, installazioni, narrazioni di moda: un fil rouge che unisce il cinema e la moda, nato dalla collaborazione tra Fondazione Fashion Research Italy e Cineteca di Bologna.

Seduction Pavilion

Seduction Pavilion

A inaugurare il tutto, giovedì 15 novembre, alle ore 18.30 alla Fondazione Fashion Research Italy, l’installazione Seduction Pavilion: un omaggio alle pin-up e alle starlette, aspiranti dive il cui ricordo è raccon­tato in un percorso fotografico composto da una selezione di inediti scatti della Collezione Giuseppe Galliadi della Cineteca di Bologna.

L’installazione è ideata da un gruppo di giovani progettisti vincitori del concorso internazionale lanciato da YAC – Young Architects Competition, il collettivo Laub, composto da Simone Marcolin, Kim-Lou Monnier, Diletta Trinari, Miguel Pereira Vinagre, che così descrivono il loro progetto: “Se la seduzione è l’arte della creazione del desiderio, il mistero è il suo strumento. Il Seduction Pavilion è un intrigante percorso che vuole mediare tra gli spettatori e le immagini delle starlette. Uno spazio interattivo per celebrare la bellezza e la sensualità evocata dai linguaggi della moda e del cinema. Attraverso la sua struttura architettonica, il Seduction Pavilion propone un’esperienza di ingrandimento delle collezioni delle fotografie della Cineteca di Bologna nel contesto della Fondazione Fashion Research Italy”.

Mara Lynn in Prehistoric Women (Donne pantere) di Gregg G.Tallas,1950

Mara Lynn in Prehistoric Women (Donne pantere) di Gregg G.Tallas,1950

Da venerdì 16 novembre, gli eventi al Cinema Lumière: non c’è (quasi) film che non sia un film in costume, che non porti con sé lo stile, il gusto, le cadute di gusto, i colori, la texture della sua epoca. La rassegna dedicata al rapporto tra cinema e moda fa riemergere icone imperiture (il trench di Bogart, il little black dress di Audrey Hepburn) e culture diffuse (il déco di Lubitsch, l’eleganza borghese di Antonioni). Ritorna alle origini, con il drappeggio liberty del diva-film italiano, e rende omaggio alla più provocatoria delle fashion icons, la stilista Vivienne Westwood.

Ma, ad anticipare le proiezioni, la prima Narrazione di Moda con alcuni grandi protagonisti del mondo della moda: venerdì 16 novembre, alle ore 18 al Cinema Lumière, interverranno Federico Bertini (Aeffe), Giovanna Furlanetto (Furla), alla presenza di Alberto Masotti (Fondazione Fashion Research Italy). L’incontro, intitolato Esperienze dalla Fashion Valley, sarà coordinato dal direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli.

Vivienne Westwood

Vivienne Westwood

Alle ore 20, sempre di venerdì 16 novembre, vedremo Colazione da Tiffany, con il quale Blake Edwards immortalò nel 1961 l’icona di Audrey Hepburn (foto copertina). Che cosa si può dire ancora di Holly Golightly, glamour girl sofisticata e selvatica, ragazza indipendente e sola, “il corpo smilzo e ossuto che portava come una regina” scolpito da un lungo Givenchy da sera e destinato a diventare, nel tempo, un’idea platonica dell’eleganza? Riscrittura piuttosto libera del bellissimo romanzo breve di Truman CapoteColazione da Tiffany è il film che dolcemente condusse Blake Edwards e Audrey Hepburn nella storia immortale del cinema e il little black dress nella storia immortale della moda.

E alle ore 22.15, un capolavoro di Ernst LubitschNinotchka. Adrian Adolph Greenberg, solo Adrian all’anagrafe hollywoodiana, era una leggenda. A portarlo sui set era stata Natacha Rambova, scenografa e moglie di Rodolfo Valentino. Alla MGM incontra Greta Garbo, la stella della sua vita. Garbo non si farà mai vestire da altri che da lui, che esalterà lo splendore, il languore e l’audacia androgina della sua persona cinematografica. Qui, prima ancora che nella verticale bizzarria dei cappelli déco della Ninotchka parigina, il genio sartoriale (e narrativo) sta nei cappotti accollati, nelle camicie austere che avvolgono la compagna Nina Yakusciova in una trasognata mestizia, e fondano il fascino del suo ideologico candore.

Ninotchka

Ninotchka

Una nuova Narrazione di Modasabato 17 novembre, alle ore 18, sempre al Cinema Lumière: attorno al tema Dagli anni Venti al projection mappingdiscuteranno Stefano Fake (The Fake Factory), Federico Bigi (Apparati Effimeri), Mick Odelli (DrawLight & Senso Immersive Experience). Modera la giornalista Caterina Lunghi. A seguire, il pianoforte di Daniele Furlati accompagnerà dal vivo alcuni rari filmati dell’epoca muta, che documentano sfilate d’antan.

Alle ore 20, sempre di sabato 17 novembre, Le Amiche di Michelangelo Antonioni, che con questo film segna il passaggio al cinema moderno aprendo le porte degli appartamenti borghesi e degli atelier di moda delle grandi città settentrionali. Se ancora il postneorealismo rosa vestiva di stracci le sue bersagliere, qui malinconiche signore dal fisico di mannequin portano in scena un nuovo disagio esistenziale. Eleonora Rossi Drago, di famiglia operaia, torna a Torino per dirigere una maison. Sceneggiato da Suso Cecchi D’Amico e Alba de Cespedes a partire da Tra Donne Sole di Pavese, è un asciutto studio psicologico e una geometrica, raffinata mise en scène d’eleganza femminile anni Cinquanta.

Le Amiche

Le Amiche

Un finale con anteprima alle ore 22.15: in programma il nuovo documentario di Lorna Tucker, dedicato al genio di Vivienne Westwood, stilista britannica, musa creativa del punk, icona anni Settanta, attivista di cause contemporanee. A settantasette anni resta un talento indipendente e funambolico.