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Fino All’Inferno – Intervista a Roberto D’Antona: “Questa avventura è la mia dichiarazione d’amore al cinema”

Il prossimo 2 agosto, distribuito da Movieplanet, arriva nelle sale Fino All’Inferno, il nuovo sorprendente film scritto, diretto, interpretato (e montato) da Roberto D’Antona e realizzato dalla L/D Production Company. La pellicola – una storia action, pulp, con tanta ironia e dal sapore anni ’80/’90 – vede tra i protagonisti anche: Francesco Emulo, Annamaria Lorusso, Mirko D’Antona, Michael Segal, Kavita Albizzati, Alice Viganò, Erica Verzotti, Danilo Uncino  e Giada Robin.

Un gruppo di rapinatori (guidato dai fraterni amici Roberto D’Antona e Francesco Emulo), in fuga verso la libertà, incrocia la propria strada con una madre (Annamaria Lorusso) e un figlio (Danilo Uncino), anch’essi in fuga, e con la misteriosa maledizione che portano con sè. Ad inseguirli, un boss mafioso (Massimo Cominato) e una misteriosa organizzazione di uomini senza scrupoli. Ad aiutarli, una fidanzata gelosa (Kavita Albizzati) e un ex-sbirro (Mirko D’Antona) dai metodi sbrigativi. Il viaggio si trasformerà in una folle corsa verso l’Inferno per salvare la vita del bambino e il destino del mondo.

Dopo il recente The Wicked Gift, con Fino All’Inferno il regista e attore Roberto D’Antona alza ulteriormente l’asticella. La storia proposta è avvincente, complessa, intricata. Il gruppo d’attori ispirati e un riuscitissimo montaggio (nonostante le quasi due ore di durata, il ritmo non rallenta mai) fanno il resto. Lo spettatore viene catturato, entra nel vivo dell’azione e si diverte: fidatevi.

"Fino All'Inferno"

“Fino All’Inferno”

Per darvene un assaggio, abbiamo deciso di intervistare l’autore e interprete di questa avventura cinematografica, Roberto D’Antona.

Roberto prima di tutto complimenti, un film diverso da i tuoi precedenti. In Fino All’Inferno hai mescolato bene gli ingredienti, il risultato è ottimo. Tu come lo definiresti?

Innanzitutto ti ringrazio e sono davvero felice che quest’avventura “all’inferno” ti sia piaciuta. Posso dire con certezza che l’ingrediente principale di Fino all’Inferno è l’azione, ma credo che sarebbe più corretto definire questo film, un film di genere action/horror.

Tuo sei l’incazzosissimo Rusty. Ce lo puoi presentare?

Rusty è spietato, folle, un delinquente che uccide a sangue freddo e senza pietà, ma è allo stesso tempo il più intelligente e razionale fra i “compagni di rapine”, per non parlare del fatto che è innamoratissimo della sua “dolce” Lily e per lei farebbe davvero qualsiasi cosa. Rusty è sicuramente un pericoloso criminale, questo è un dato di fatto, ma credo che lui possa tranquillamente rientrare anche nella categoria “antieroi”, perché Rusty, per quanto sia cattivo, in realtà uccide solo coloro che hanno la fedina sporca e risparmia sempre gli innocenti, a volte, tende anche a proteggerli… A volte. (ride)

Roberto D'Antona

Roberto D’Antona

Fino All’Inferno mescola generi (si ride, ci si spaventa) ma anche temi. Quali sono i principali che volevi sottolineare?

L’amicizia e l’amore. Anche se sono tutti matti i personaggi presenti in questo film, ogni personaggio è legato profondamente a un altro personaggio e fra loro c’è sempre lealtà, rispetto e senso di protezione. Mi sono divertito anche nel mettere in scena l’amore di una madre nei confronti del proprio figlio. Ho voluto raccontare con Fino All’Inferno le emozioni di una mamma che prova disperatamente a proteggere suo figlio in pericolo e cosa sarebbe disposta a fare per salvare la sua vita.

Il film scorre veloce, è frizzante, e la musica è sempre azzeccata. Secondo me hai fatto un lavorone al montaggio. Quindi, grande produzione ma anche, e forse soprattutto, post-produzione. Condividi?

Concordo pienamente, ma ammetto che il montaggio del film era stato già pensato da parte mia in fase di scrittura, difatti il “final cut” ha rispettato all’80% la sceneggiatura originale, poi in fase di montaggio ammetto che mi sono divertito nell’inserire alcune chicche e nell’aumentare il ritmo di alcune scene. Per quanto riguarda la colonna sonora invece, io credo fermamente che il 50% delle emozioni che vengono trasmesse da una pellicola allo spettatore, le si devono alla sua colonna sonora e ammetto di essere molto fortunato a riguardo, in quanto posso vantarmi di avere nel nostro team un talento straordinario come Aurora Rochez, una compositrice unica nel suo genere. Aurora è capace di capirmi al volo e riesce con facilità a passare da un genere ad un altro senza mai distaccarsi dal senso che il film vuole raccontare.

Danilo Uncino e Annamaria Lorusso

Danilo Uncino e Annamaria Lorusso

Tra gli autori del nostro cinema ti stai distinguendo con un tuo stile, una cosa non da poco. Se ti dovessi dire che, tecnicamente, Fino All’Inferno non sembra un film italiano come reagisci? Il nostro cinema deve “imitare/ispirarsi a” o può creare qualcosa di nuovo (e magari creare un filone inedito)?

Ne sarei onorato, e tanto anche. Stiamo provando con la L/D Production Company a riportare in vita in Italia generi di film che purtroppo negli ultimi anni sono stati prodotti con il contagocce, cercando di creare qualcosa di “nuovo” per la nostra nazione grazie a una regia fresca e un montaggio dinamico, capaci di dare ritmo alla pellicola e che non debbano temere il confronto con il cinema straniero. Il nostro compito sarà sempre quello di realizzare film di qualità, che si facciano notare, che facciano parlare di loro, ma soprattutto che facciano rispettare e amare il cinema Italiano. E se la mia regia dovesse risultare differente dal cinema Italiano a cui siamo abituati, allora vuol dire che sto facendo un buon lavoro e stiamo riuscendo nel nostro intento realizzando qualcosa del tutto made in Italy ma allo stesso tempo diverso e “nuovo”. Quindi si, ne sarei più che onorato.

Nei precedenti film horror sorgevano spontanei alcuni paragoni con alcuni Maestri (come John Carpenter e Sam Raimi). In questo film invece ho intravisto qualcosa di Scorsese (citazione a Costello di The Departed?!) e diversi elementi pulp alla Tarantino. Ci ho preso o sono solo accaldato e confuso?

E invece ti dico che ci hai preso alla grande. Prima di cominciare le riprese, ho mangiato pane e cinema di altissima qualità, fra questi The Departed, Pulp Fiction, Snatch e Grosso Guaio a Chinatown su tutti. Per quanto riguarda la parte horror però, non mancano come al solito, le piccole citazioni al cinema di Sam Raimi, soprattutto nella parte finale del film e sono davvero felice che i miei elogi a queste grandi perle del cinema, si notino all’interno del mio film. Grazie.

alalaala

Kavita Albizzati

Tu e Francesco Emulo vi dite “ti seguirò fino all’inferno”. È questo il momento che dà il titolo al film? Una frase che sembra anche un motto, quello di non mollare mai…

È una frase che rispecchia il titolo del film, il senso del film e il senso della mia vita. Lottare per un sogno, lottare per un obiettivo, lottare nonostante le difficoltà senza arrendersi mai, lottare per amore, lottare Fino All’Inferno appunto…

Oltre a ricordare il cinema hollywoodiano anni ’80-’90, questo film è comunque immerso nel presente. Se lo si cerca, si può trovare un sottotesto che riguarda l’attualità? [Più volte i protagonisti dicono “che situazione del cazzo!”. Un’esclamazione che sembra essere adatta a tanti aspetti del momento storico che stiamo vivendo…]

Siamo nel presente all’interno del film e proprio come noi, anche loro stanno vivendo una situazione difficile e complessa, una situazione che il più delle volte ci costringe a fuggire e difatti il film comincia proprio con la loro fuga verso la Svizzera. Che dire: Coincidenze? Io non credo. (ride)

Roberto D'Antona

Roberto D’Antona

Agosto, cinema, estate, Fino All’Inferno sul grande schermo. Cosa deve aspettarsi il pubblico?

Un film estivo, divertente, senza troppe pretese, ma realizzato con tanto amore. Un film capace di far ridere ed emozionare lo spettatore fra una scazzottata e l’altra, fra una sparatoria e l’altra e fra una scena sanguinolenta e l’altra. Un viaggio estivo di puro intrattenimento, un film “on the road” fatto di sesso, sangue e pallottole. Fino All’Inferno è la messa in scena del mio amore spropositato nei confronti del cinema che amo e del cinema con cui sono cresciuto, lo stesso cinema che tanti altri proprio come me amano ed elogiano costantemente e quindi, sono certo che il film saprà farsi apprezzare. Anche se il mese di Agosto è un mese complicato per il cinema, mi auguro che la gente andrà comunque a vedere il nostro film in sala, per supportare non solo noi che lo abbiamo realizzato con tanto amore e tanta passione, ma soprattutto per supportare il cinema Italiano che ne ha davvero tanto bisogno.

Intervista di Giacomo Aricò