(foto di Gianni Fiorito)

Fortunato Cerlino e Michele Riondino sono i Falchi di Toni D’Angelo

(foto di Gianni Fiorito)

“Contro il crimine. Oltre la legge”. Recita così lo slogan di Falchi, il film – dal 2 marzo al cinema – diretto da Toni D’Angelo e interpretato dai bravissimi Fortunato Cerlino e Michele Riondino.


Napoli, la città delle mille contraddizioni. Fortunato Cerlino e Michele Riondino sono Peppe e Francesco, due Falchi, poliziotti della sezione speciale della Squadra Mobile di Napoli. In sella alla loro moto, portano la legge tra i vicoli più malfamati della città, usando spesso metodi poco convenzionali. La loro vita, già ricca di tensione, viene sconvolta da una tragedia personale e professionale. In preda allo sconforto e assetati di vendetta, ingaggeranno una lotta senza esclusione di colpi contro una potentissima e spietata organizzazione criminale cinese.

Falchi vuole essere, secondo le parole di Toni D’Angelo, “una storia universale narrata con il pathos dei grandi classici della tragedia greca, a partire dalla quale tutto è stato raccontato ma prendendo forme diverse nel corso dei secoli, subendo una continua evoluzione. Ed è da questo flusso d’emozioni che ho attinto i grandi temi dell’amore, dell’amicizia e del tradimento facendoli confluire nel genere del melodramma”.

Fortunato Cerlino e Michele Riondino (foto di Gianni Fiorito)

Fortunato Cerlino e Michele Riondino (foto di Gianni Fiorito)

Il regista si è lasciato ispirare visivamente da un filone cinematografico a lui caro, quello di Hong Kong negli anni ’90, con i suoi melò, polizieschi e noir raccontati dai grandi cineasti. E proprio come accadeva con Johnnie To o John Woo, anche in Falchi il regista non ha cercato “una rappresentazione neorealistica della verità, quanto piuttosto una ricostruzione credibile della realtà attraverso la spettacolarità. Così facendo, anche la violenza utilizzata attraverso le immagini diventa una metafora ma non un riflesso vivo della vita”.


EXTRA – Chi sono i Falchi

I “Falchi” vennero fondati a Catania nel 1974 dal Questore Emanuele De Francesco, come 5ª Sezione della Squadra Mobile e preposti esclusivamente alla repressione dei crimini di strada, infatti è anche denominata Squadra Antiscippo. Oggi inquadrate nella sezione “ criminalità diffusa”, le Squadre Falchi nascono dalla disciolta Sezione “Falchi”, fino al settembre del 2008 inquadrata in seno all’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico; In borghese e in sella alla moto, contrastano il crimine per i vicoli delle città laddove le volanti non riescono ad arrivare.

Falchi (foto di Gianni Fiorito)

Falchi (foto di Gianni Fiorito)

Attualmente le città dove tale servizio porta ottimi risultati sia in termini di repressione che di prevenzione sono Palermo, Napoli, Bari, Taranto, Roma e Milano; soprattutto nel capoluogo campano, l’utilizzo di motoveicoli è la vera arma in più nei confronti della criminalità predatoria, dati gli intrecciati dedali di vicoli che caratterizzano la città partenopea. Proprio per questo sono oggi figure leggendarie e, allo stesso tempo, ambigue, visto il loro modo, molto spesso non convenzionale, di contrastare il crimine.