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Francesco Bruni, il passato riaffiora in Tutto Quello Che Vuoi

Liberamente ispirato a Poco Più di Niente di Cosimo Calamini (edito da Garzanti), è da oggi in sala Tutto Quello Che Vuoi, film scritto e diretto da Francesco Bruni e interpretato da Giuliano Montaldo, Andrea Carpenzano, Arturo Bruni.


Alessandro (Andrea Carpenzano) è un ventiduenne trasteverino ignorante e turbolento; Giorgio (Giuliano Montaldo) un ottantacinquenne poeta dimenticato. I due vivono a pochi passi l’uno dall’altro, ma non si sono mai incontrati, finché Alessandro accetta malvolentieri un lavoro come accompagnatore di quell’elegante signore in passeggiate pomeridiane.

Col passare dei giorni dalla mente un po’ smarrita dell’anziano poeta, e dai suoi versi, affiora progressivamente un ricordo del suo passato remoto: indizi di una vera e propria caccia al tesoro. Seguendoli, Alessandro si avventurerà insieme a Giorgio in un viaggio alla scoperta di quella ricchezza nascosta, e di quella celata nel suo stesso cuore.

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Vi riportiamo ora un estratto delle note di regia di Francesco Bruni:

“Da qualche anno a questa parte, mio padre si è ammalato del morbo di Alzheimer, arrivando a confondere le persone le une con le altre, a dire cose anche molto sincere e sconvenienti generavano non di rado momenti toccanti, imbarazzanti e – perché no? – anche buffi. Ma l’aspetto più interessante era la progressiva regressione verso il passato: nella sua mente prendevano corpo persone e vicende dimenticate, la cui “presenza” dava luogo a rivelazioni impreviste ed anche sconcertanti”.

“L’episodio centrale di questo film – quello relativo alla fuga al seguito dei militari americani, ed al “regalo” da loro ricevuto – è per l’appunto uno di questi, a cui mio padre aveva accennato in passato, ma che non aveva mai raccontato con la dovizia di particolari concessagli dalla malattia. Ho provato così ad immaginare una storia che avesse al centro quell’episodio, ma allontanandola da me, da mio padre, e dal mio contesto familiare. L’immaginazione si è nutrita anche della fascinazione del mio nuovo quartiere, Trastevere, dell’assorbimento dei suoi personaggi e dei suoi ritmi. Il risultato è che “Tutto quello che vuoi” mette insieme, in maniera abbastanza indistinguibile, vissuto personale ed invenzione romanzesca”.

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Una volta ultimato il copione, mi sono reso conto che la mia età attuale – 54 anni – si pone alla stessa esatta distanza fra quelle dei due protagonisti, di ventitré ed ottantacinque anni. L’età di mio padre, quella di mio figlio. Una coincidenza fortuita, magari: ma che inevitabilmente implica un bilancio fra quello che è stato e quello che potrà essere”.