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Francois Cluzet nelle Grandi Bugie Tra Amici, il sequel di Guillaume Canet

A quasi dieci anni dall’uscita di Piccole Bugie Tra Amici, l’attore e regista Guillaume Canet ha diretto il sequel, Grandi Bugie Tra Amici che sarà al cinema da giovedì 12 settembre. Tornano i personaggi del primo film: Francois Cluzet, Marion Cotillard, Gilles Lellouche, Laurent Lafitte, Benoit Magimel, Pascale Arbillot, Clémentine Baert, Valérie Bonneton, José Garcia, Mikael Wattincourt, Tatiana Gousseff, Joel Dupuch, Hocine Mérabet.

Il film

Preoccupato, Max (Francoise Cluzet) si è rifugiato nella sua casa al mare per ritrovare la tranquillità. I suoi migliori amici, che non vede da tre anni, bussano a sorpresa alla sua porta il giorno del suo compleanno. La sorpresa è ben riuscita, meno l’accoglienza che Max riserva al gruppo. Ben presto Max precipiterà in un gioco di finzione e di falsa felicità che metterà la banda di fronte a delle situazioni a dir poco inattese. I bambini si sono fatti grandi, altri sono venuti al mondo e i genitori non hanno più le stesse priorità, le delusioni, gli incidenti della vita quando tutti decidono di gettare la maschera, cosa resta allora dell’amicizia?

Guillaume Canet

Riportiamo qui sotto un estratto dell’intervista rilasciata dal regista Guillaume Canet.

Come è nata l’idea di dare un seguito a Piccole Bugie tra Amici?

Quest’idea mi è rimasta per molto tempo estranea perché avevo un ricordo doloroso di quell’esperienza. Piccole Bugie tra Amici è nato in circostanze particolari. Avevo passato un bel po’ di tempo in ospedale per una grave infezione con un rischio di setticemia annesso. Avevo rischiato di morire ma nessuno dei miei amici era venuto al mio capezzale. Quel momento estremamente difficile da vivere e quell’amara constatazione sull’amicizia mi spinsero a scrivere Piccole Bugie tra Amici in sei settimane. E ciò spiega quell’emozione esasperata che qualcuno ha potuto rimproverarmi. Certi personaggi di Piccole Bugie tra Amici riflettevano in parte i lati negativi della mia persona e tutto ciò che non mi piace nella natura umana. Anche le riprese non si svolsero in tutta tranquillità. E soprattutto, il giorno dell’uscita del film, uno dei miei migliori amici è morto in un incidente di moto. Da quel momento tutto si è fermato. Il successo ottenuto dal film mi è sembrato ben poca cosa rispetto a quella tragedia. Ho quindi messo da parte Piccole Bugie tra Amici per qualche anno. Fino a quando una sera, qualche anno più tardi, mi è capitato di rivedere per caso il film in tv. Ho scoperto che mi divertiva, mi emozionava e che ritrovavo con piacere quei personaggi. Senza però avere ancora l’idea di ritrovarli in un altro film.

Grandi bugie tra amici 1

Quando è arrivata la svolta?

Sono arrivato ad un’età in cui io, come i miei amici, non abbiamo più le stesse reazioni di dieci anni fa. Durante questi anni, c’è chi ha perso uno dei suoi genitori, chi si è risposato o chi ha avuto dei bambini. Le nostre priorità non sono più le stesse. Abbiamo meno tempo per fare le cose e di conseguenza ci parliamo più francamente. Ho quindi voglia di immergere i personaggi di Piccole Bugie tra Amici in quelle situazioni in cui si regolano i conti. «È per il fatto che siamo amici da vent’anni che non siamo obbligati a restarlo». E di vedere se, dopo essersi detti in faccia quelle quattro verità, finiranno insieme o meno. Ecco perché il film comincia con questa banda scombinata e Max (François Cluzet) che loro non vedono da un sacco di anni e da cui decidono di tornare il giorno del suo compleanno. Cioè nel peggior momento possibile per lui che incontra delle grandi difficoltà sul piano professionale come su quello personale dal momento che si è lasciato con Véronique (Valérie Bonneton).

Il tono di Grandi Bugie tra Amici sembra ancora più cupo di quello di ‘piccole bugie tra amici’…

Il film è più cinico. Perché i personaggi si dicono le cose in faccia invece di stare zitti. Molti di loro hanno perduto le loro illusioni. Continuo dunque a mostrare dei personaggi imperfetti, chiusi nei loro problemi ma con la convinzione che insieme, malgrado i contrasti, finiranno per essere più forti e smetteranno di subire le avversità. Che c’è una luce alla fine di questa oscurità che Lei ha evocato. Ho voluto semplicemente evitare di cadere nel pathos come avevo fatto in Piccole Bugie tra Amici. Ho cambiato perché volevo un’emozione presente ma allo stesso tempo tenue e tenera, mai strappalacrime.

Grandi bugie tra amici 2

Lei ha impiegato solo sei settimane a scrivere il primo film. Il lavoro è stato più lungo per Grandi Bugie tra Amici?

Sì, perché questa volta ci sono state più tappe. Prima di tutto ho iniziato a scrivere la sceneggiatura con Rodolphe Lauga. Mi ha aiutato ha partorire la mia storia, lo scambio che ho avuto con lui mi ha molto motivato e ispirato… ha apportato uno humour – di cui io sono molto ghiotto – che ha dato al film un sapore accattivante. Ma ad un certo punto ho avuto bisogno di ritrovare i mie personaggi da solo, di riappropriarmi del racconto. Ritornare all’essenziale di ciò che volevo raccontare. Ho dunque riscritto una seconda volta la sceneggiatura e l’ho fatta leggere agli attori. E loro… me l’hanno letteralmente sbattuta in faccia! Non vedevano l’interesse di recitare in questo seguito se le cose restavano a quel punto. Inutile dire che tutto ciò mi ha messo sotto pressione: bastava che uno solo di loro rifiutasse perché tutto il progetto andasse a monte. Ma con la debita distanza, le loro reazioni sono state molto utili: mi hanno spinto ad andare al culmine delle situazioni che avevo scritto. Mi sono rimesso al lavoro e un mese e mezzo prima delle riprese, ho finalmente visto il loro entusiasmo… A dispetto di tutti questi incidenti è stato veramente un piacere per me ritrovare quei personaggi.