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Fuoco Sacro di Antonio Castaldo e Omelia Contadina di JR e Alice Rohrwacher: l’Italia che lotta

Alla 77esima Mostra del Cinema di Venezia, martedì 8 settembre verranno presentati – entrambi Fuori Concorso – due lavori di cui vi vogliamo parlare: Fuoco Sacro, il documentario diretto da Antonio Castaldo, e Omelia Contadina, un cortometraggio co-diretto da JR e Alice Rohrwacher.

"Fuoco Sacro"

“Fuoco Sacro”

Fuoco Sacro

Che cosa spinge uomini e donne a rischiare la propria vita per salvare quella degli altri? Fuoco Sacro racconta i Vigili del Fuoco e lo fa attraverso la voce dei protagonisti che, in mezzo secolo di storia, hanno affrontato con abnegazione e competenza le più grandi calamità che l’Italia ha tragicamente vissuto sulla propria pelle. “La storia dei vigili del fuoco – sottolinea Antonio Castaldo è profondamente legata alla storia italiana. Le ansie, le difficoltà e i rischi che l’Italia ha corso nel suo tormentato cammino hanno segnato in profondità e a lungo la memoria collettiva. Ed è in queste ferite, in questi drammi, che ha potuto risplendere la straordinaria generosità di chi ha scelto di fare della propria vita una missione per gli altri. Con Fuoco Sacro ho voluto onorare tutti quegli uomini e quelle donne che con amore e competenza hanno fatto diventare il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo”.

"Omelia Contadina"

“Omelia Contadina”

Omelia Contadina

Una comunità contadina si riunisce su un altopiano al confine fra tre regioni per celebrare il funerale dell’agricoltura contadina. Un’azione cinematografica per scongiurare la scomparsa di una cultura millenaria. “Nell’autunno scorso – spiega Alice Rohrwacherdurante una passeggiata sul confine tra Umbria, Lazio e Toscana, raccontavo all’amico e artista JR le mie preoccupazioni sulla distruzione del paesaggio agrario, violato dal proliferare di monoculture intensive che stanno plasmando interi territori. Gli raccontavo, da figlia di un apicoltore, della grande moria di insetti che ne deriva, e delle lotte dei piccoli contadini che provano ad arginare questo fiume in piena di speculazioni, sussidi, pesticidi. Mentre guardavamo il paesaggio segnato da file ininterrotte di noccioli ci siamo detti che sembrava un cimitero. Sulla via del ritorno abbiamo deciso: se sembra un cimitero, dobbiamo celebrare un funerale. Ma che sia un funerale pieno di vita! Così è nato il corto, un’azione cinematografica con cui, attraverso il nostro lavoro, abbiamo voluto sostenere la lotta di piccoli agricoltori e cittadini dell’altopiano dell’Alfina. Un funerale, ma anche un inno di speranza dedicato a tutti coloro che giorno dopo giorno ci tengono in vita, producendo il nostro cibo”.