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Gina Lollobrigida, la diva innamorata dell’arte

Determinata, ambiziosa, combattiva. Tre aggettivi che rappresentano Gina Lollobrigida, una donna che nacque a Subiaco 90 anni fa e che, negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso, diventò uno dei sex symbol dell’industria del cinema più famosi. Nella sua variegata carriera artistica, la Lollo recitò in moltissimi film arrivando a vincere ben 7 David di Donatello e un Golben Globe per il film Torna a Settembre (1961).

Gina Lollobrigida a Miss Italia

Gina Lollobrigida a Miss Italia

Artista da subito

Fin da piccola Luigia (questo il suo nome) sfrutta la sua creatività artistica per mantenersi agli studi vendendo caricature disegnate con il carboncino. Una bravura che si accompagna ad una straordinaria bellezza. Per questo motivo arrotonda le entrate posando, con lo pseudonimo di Diana Loris, per una serie di fotoromanzi. Nella primavera del 1947, 70 anni fa, partecipa per caso (la convinse un amico all’ultimo momento) al concorso di Miss Roma dove riceve una valanga di consensi e l’invito a presentarsi a Stresa per le finali di Miss Italia dove arriva terza (dopo le future colleghe attrici Lucia Bosè e Gianna Maria Canale).

Esordio al cinema

Il passo verso il cinema è breve. Esordisce facendo prima la comparsa e la controfigura (film come Aquila Nera, Lucia di Lammermoor, L’Elisir d’Amore, Il Delitto di Giovanni Episcopo, Il Segreto di Don Giovanni, Vendetta nel Sole), e in seguito accettando piccoli ruoli di contorno nei film operistici dell’immediato dopoguerra (Follie per l’Opera e Pagliacci di Mario Costa, siamo nel 1948). I primi successi però non tardano ad arrivare: da Campane a Martello (1949) e Cuori Senza Frontiere di Luigi Zampa (1950), da Vita da Cani di Monicelli e Steno (1950) a Achtung! Banditi! di Carlo Lizzani (1951). Con Fanfan la Tulipe di Christian-Jaque del 1952 (Orso d’argento al Festival di Berlino) diventa invece celebre in Francia.

Ne “La Provinciale” di Mario Soldati (1953)

Il successo in Italia

In Italia la popolarità arriva con Altri Tempi di Alessandro Blasetti (1952), nell’episodio Il Processo di Frine con Vittorio De Sica che ritrova l’anno dopo nel superbo Pane, Amore e Fantasia di Luigi Comencini (Orso d’Argento a Berlino) dove interpreta il ruolo della bersagliera conquistando il Nastro d’Argento. La bella popolana povera dal cuore d’oro: Gina Lollobrigida è ormai entrata nell’immaginario collettivo. Oltre al sequel (Pane, Amore e Gelosia di Comencini, 1954), l’attrice si impegna anche in ruoli drammatici (molto apprezzati da alcuni critici) in film come La Provinciale di Mario Soldati (1953), La Romana di Lugi Zampa (1954) e, diversi anni dopo, nel Mare Matto di Renato Castellani (1963).

La Donna Più Bella del Mondo

Ma a dare lustro alla sua carriera è, nei primi anni Cinquanta, le sue esperienze internazionali. Nel 1953 prende parte alla produzione internazionale Il Tesoro dell’Africa di John Huston con Humphrey Bogart e Jennifer Jones. Per la stampa diventa la Lollo. Nel 1955 diventa La Donna Più Bella del Mondo di Robert Z. Leonard, film biografico (con Vittorio Gassman) sulla vita del soprano Lina Cavalieri. Grazie alla sua prova (anche come ottima cantante lirica!), Gina vince il David di Donatello alla Migliore Attrice Protagonista, premio che l’Accademia del cinema italiano ha istituito proprio quell’anno. Successivamente recita in: Trapezio di Carol Reed (1956, con Burt Lancaster e Tony Curtis), Il Gobbo di Notre Dame di Jean Delannoy (1956, lei è una splendida Esmeralda, al fianco di Anthony Quinn), Sacro e Profano di John Sturges (1959, al fianco di Frank Sinatra) e Salomone e la Regina di Saba di King Vidor (1959).

Da Golden Globe per "Torna a Settembre" (1961)

Da Golden Globe per “Torna a Settembre” (1961)

Il Golden Globe

Gli anni Sessanta rappresentano la sua consacrazione. Nel 1961, dopo aver girato Va Nuda per il Mondo di Ranald MacDougall, è protagonista insieme a Rock Hudson e Sandra Dee in Torna a Settembre di Robert Mulligan, film che la porta a vincere un Golden Globe come Miglior Attrice del Mondo. L’anno seguente vince un David e un Nastro d’Argento nel film in costume Venere Imperiale di Jean Delannoy mentre nel 1964 è al fianco di Sean Connery ne La Donna di Paglia di Basil Deardan. In Italia torna sul set per Mauro Bolognini (ne Le Bambole, 1965) e Alessandro Blasetti (Io, Io, Io…e gli Altri, 1966). Da ricordare è anche Strani Compagni di Letto di Melvin Frank (1965, di nuovo accanto a Rock Hudson), regista che la dirige ancora nel 1968 in Buonasera, Signora Campbell, film che le porta una nuova candidatura ai Golden Globe per la migliore attrice in un film commedia o musicale e un terzo David di Donatello alla migliore attrice.

Fotografa e scultrice

Nello stesso anno ritrova Bolognini per Un Bellissimo Novembre. Luigi Comencini torna a dirigerla per la tv ne Le Avventure di Pinocchio (1972, lei è la fata Turchina). Con l’inizio degli anni Settanta si allontana dalle scene per dedicarsi alla fotografia (ha fotografato, tra gli altri, Paul Newman, Salvador Dalí, Henry Kissinger, David Cassidy, Audrey Hepburn ed Ella Fitzgerald) e soprattutto alla scultura, con esposizioni nei paesi di tutto il mondo. Va ricordata però una nuova nomination ai Golden Globe, nel 1984, per la sua performance nel serial americano Falcon Crest: a quasi 60 anni, la Lollo è ancora in ottima forma.

David Speciale

David Speciale

I premi alla Carriera

Nell’ultimo ventennio sono invece arrivati i meritati riconoscimenti alla sua carriera: nel 1996 il David di Donatello e nel 2006 un riconoscimento speciale in occasione del cinquantenario del trofeo di cui era stata la prima vincitrice nel 1956. Del 2011 è la sua ultima apparizione al cinema (dopo 14 anni di assenza) nel Box Office 3D di Ezio Greggio. Alla fine dello stesso anno ha infine preso parte, insieme alla storica “rivale” Sophia Loren, nel documentario Schuberth – L’Atelier della Dolce Vita di Antonello Sarno.

Auguri Lollo, una diva determinata innamorata dell’arte.