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Happy Winter di Giovanni Totaro, la crisi al mare di Mondello “non esiste”

Dopo essere stata presentata Fuori Concorso alla 74. Mostra del Cinema di Venezia, solo dal 14 al 16 maggio arriva al cinema Happy Winter, l’opera prima scritta e diretta da Giovanni Totaro, un documentario quasi sociologico ma allo stesso tempo divertente e leggero sulla crisi degli ultimi anni vista dalle famiglie che trascorrono la stagione estiva sulla spiaggia di Mondello a Palermo, nascondendosi dietro al ricordo di uno status sociale che non è più lo stesso.


Happy Winter 

Ogni anno d’estate sulla spiaggia di Mondello a Palermo, vengono costruite centinaia di cabine pronte a ospitare altrettanti nuclei di bagnanti che vi passeranno la stagione. Per queste persone le capanne sono lo scenario perfetto per nascondersi dietro al ricordo di uno status sociale che la crisi degli ultimi anni ha minato. Una famiglia s’indebita per fare le vacanze al mare e apparire benestante tra i bagnanti; tre donne si abbronzano per sentirsi ancora giovani e diventare le star dell’estate, mentre nella stessa spiaggia un barista pensa a guadagnare più soldi possibili per superare l’inverno. Tutti aspettano la notte di ferragosto per vivere da protagonisti la fiera della vanità estiva e continuare a fare finta che la crisi economica non esista.

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Il regista Giovanni Totaro racconta:

Il possesso della cabina mare rappresenta un’illusione di benessere distante dalla vita di tutti i giorni che priva lentamente la classe media dei traguardi raggiunti. Happy Winter vuole restituire questo senso di comunità con le sue naturali contraddizioni, scaturite da una vacanza dai risvolti condominiali a tratti tribali, lontana dai clichés delle ferie a mare. In questo villaggio estivo metafora dell’Italia, le preoccupazioni economiche affrontate sotto l’ombrellone trovano risposta nella crisi culturale degli italiani”.

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Nel film l’aspetto divertente e spensierato della spiaggia è contaminato da un’amarezza che è sempre presente nelle storie, una sorta di conto in sospeso che lega i protagonisti al loro ritorno alla “normalità”. Questo microcosmo racchiuso in una biglia di vetro ha una fine precisa, il 15 settembre i bagnanti svuotano infatti le proprie capanne augurandosi un Buon Inverno”.