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Il decennio 1968-1978 nel Ora e Sempre Riprendiamoci La Vita di Silvano Agosti

Il 71° Festival di Locarno ospita Fuori Concorso Ora e Sempre Riprendiamoci La Vita, l’ultimo film di Silvano Agosti, un titolo programmatico per cantare e raccontare il decennio 1968-1978 attraverso rari, preziosi materiali di repertorio realizzati durante quei giorni e quei fatti dallo stesso regista; con musiche straordinarie di Nicola Piovani, e l’aiuto di un cast piuttosto eccezionale di testimoni.

50 anni dal Sessantotto. 40 anni dal 1978. Dieci anni che hanno sconvolto un mondo. Un movimento mondiale di idee, parole, corpi, lotte, conquiste sociali. E che hanno assistito a contraccolpi violenti, paurose reazioni. Anni in cui l’Italia è riuscita a essere protagonista internazionale, della rivoluzione e della reazione. E che in Italia hanno avuto un ‘testimone oculare’, con la sua camera, il suo sguardo, tutti i suoi sensi, particolare e particolarmente presente, di nome Silvano Agosti: regista, montatore, Autore, esercente, scrittore, agitatore culturale. Un uomo di cinema come pochi organico e unico nella sua ricerca. Un anti-maestro nella cui sala cinematografica romana sono cresciuti centinaia di cinefili, di tutte le età.

Ora e Sempre Riprendiamoci La Vita riporta alcuni dei grandi fatti e momenti che hanno immortalato un decennio cardine, controverso, realmente epocale della nostra cultura. Ma non restituisce una semplice cronologia, né una nostalgia. Da queste immagini, volti, voci, emerge una mancanza urgente. Che non riguarda solo i numeri ’68-’78, ma forse di più il nostro presente. Il film racconta un’energia – e come film regala una potente forza visionaria – che oltre le controversie e i dibattiti ancora vigenti, oltre la Storia, è bene ritrovare perché la nostra domanda di partecipazione, di diritti, di desideri personali e sociali, di sogni, non sembra certo essersi spenta.

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“In futuro, se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare i dieci anni trascorsi dal 1968 al 1978 ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa”.

Questo il pensiero guida al quale Silvano Agosti ha affidato con particolare emozione la nostra memoria personale e i materiali cinematografici realizzati o raccolti durante quegli anni e che rappresentano il corpo fisico delle lotte e delle conquiste ottenute ovunque in quel decennio. La loro preziosità in un Paese privo di memorie come questo, rappresenta una testimonianza rara sulla potenza della dignità umana in continua lotta verso il proprio riscatto. Nel film ci sono diverse testimonianze. Dai protagonisti dei movimenti, come Mario Capanna, Oreste Scalzone, Franco Piperno, un grande sindacalista come Bruno Trentin; ai protagonisti dell’immaginario, con un regista internazionale come Bernardo Bertolucci a fianco del più grande regista dell’underground italiano, Alberto Grifi, a una coppia da Nobel come Dario Fo e Franca Rame, un architetto visionario, Massimiliano Fuksas, o ancora una ‘voce’ come Paolo Pietrangeli. E volti con storie diversissime, scavati dalla Storia: il grande scrittore di Storie e partigiano Nuto Revelli, il filosofo Emanuele Severino, Pietro Valpreda.

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Silvano Agosti ha spiegato:

Trattandosi di un film prevalentemente realizzato con rari documenti filmati nella decade 1968 – 1978 ho assunto una posizione non cronachistica, cercando di dare alle immagini che mi scorrevano davanti una valenza essenzialmente storica. Sono stati anni di meravigliose conquiste sociali delle quali non esiste quasi traccia alcune nelle cronache ufficiali perché misteriosamente quel glorioso periodo di lotte è stato quasi interamente sepolto sotto il marchio di “Anni di Piombo”.

In realtà, grazie a numerosi movimenti tra i quali spiccano Il Movimento Studentesco, Il Movimento dei Lavoratori, Il Movimento Delle Femministe, Il Movimento di Occupazione Delle Case e Il Movimento dei Soldati Democratici si sono ottenute alcune importanti conquiste, tra cui l’articolo 18 a difesa del posto di lavoro, lo Statuto dei lavoratori, la Legge sull’aborto, la Scala mobile per equiparare i salari a eventuali aumenti dei prezzi al consumo. Ci sono voluti poi cinquant’anni di governi selvaggi per cancellare definitivamente queste importanti vittorie, magari in nome di qualche Grave Crisi o di delirate iniziative su presunte garanzie di  lavoro, proprio sulle soglie di un’Era che presto vedrà sparire il novanta per cento delle opportunità lavorative e grazie alle nuove tecnologie indispensabili per la progressiva Automazione delle Industrie“.

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Sono stati necessari 40 anni di malgoverno per cancellare tutte queste importanti vittorie. Ma un fondamentale risultato di quegli anni non potrà mai più essere cancellato. I movimenti di quel decennio, coinvolgendo gran parte della società, hanno visto Lentamente infrangersi Il Principio di Autorità, hanno determinato e  visto nascere come barriera di difesa nei confronti di uno Stato genericamente  “istituzionale” da sempre antagonista al benessere del Paese e dei suoi cittadini uno Stato formato da movimenti spontanei di gente con un preciso obbiettivo da raggiungere che potremmo definire Lo Stato del Popolo“.

“Ho voluto dedicare questo film a tutti coloro che in quegli anni sono morti lottando per un mondo diverso e una vita migliore”.

Silvano Agosti