Sergio Basile Il diavolo e il presepe

Il Diavolo e il Presepe, Sergio Basile in scena tra Eduardo e Dickens

Un racconto natalizio delicato e ironico, per un pubblico di tutte le età. Ispirato al Racconto di Natale di Dickens, ma anche a Natale in casa Cupiello di Eduardo, in scena al Teatro Niccolini di Firenze da venerdì 17 a domenica 19 dicembre ci sarà Il Diavolo e il Presepe, lo spettacolo ideato dall’attore, regista e drammaturgo Sergio Basile con la regia di Andrea Di Bari.

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Il Diavolo e il Presepe vuole essere un omaggio alla tradizione del presepe, in particolar modo del presepe napoletano, vera e propria espressione d’arte scultorea, come testimoniano i meravigliosi presepi del ‘700 e dell’800 conservati presso il Museo della Certosa di San Martino a Napoli; tradizione che si mantiene ancora viva nel capoluogo partenopeo soprattutto nelle affollate strade a San Gregorio Armeno, dove tuttora abili mani di “artigiani figurari” intagliano e modellano statuine che popoleranno i presepi di tutto il mondo.

Il racconto, in prima persona, del diavolo Potifar (interpretato da Sergio Basile), si snoda con ironia e gusto per la citazione, mescolando personaggi storici – come lo scultore Giuseppe Sammartino, e il Principe di San Severo, suo committente – e fantastici – come il protagonista e la “Bella Georgiana” – tra eleganti atmosfere settecentesche e vocianti vicoli popolari, recuperando il carattere notturno e ìnfero del presepe e gli originali aspetti simbolici dei suoi personaggi.

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Lo spettacolo si arricchisce del contributo visivo di Toni Verità, con le sue figurine presepiali “animate”, tratte dal grande repertorio iconografico dei presepi napoletani, e ispirate dalle “anatomies mouvantes” del genio settecentesco Vaucanson – proiettate su schermo e dialoganti con il protagonista – e dei brani musicali – che si alternano e sottolineano il racconto stesso – eseguiti dal vivo da una formazione da camera, costituita da giovani interpreti, composta da un quintetto d’archi e un fagotto. Le musiche sono in parte un lavoro di trascrizione dal repertorio barocco napoletano (Scarlatti, Paisiello, Cimarosa, Pampani) e in parte composte per l’occasione “a la manière de” dal Maestro Enrico Fabio Cortese.