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Il Meridiano della Solitudine: il documentario sul favoloso quotidiano di Lucio Piccolo

Domenica 22 novembre alle 22.15 su Rai 5 andrà in onda Il Meridiano della SolitudineLucio Piccolo e il Suo Favoloso Quotidiano, il documentario diretto da Diego Ronsisvalle incentrato sulla figura dell’indimenticabile poeta ed esoterista siciliano che visse quasi sempre appartato, fra Palermo e la sua casa di Capo d’Orlando, alieno da ogni forma di mondanità (qui il promo).

Lucio Piccolo

Lucio Piccolo

Tre famiglie – i Tomasi di Lampedusa, i Tasca Filangeri di Cutò, i Piccolo di Calanovella – imparentatesi tra loro alla fine dell’800: un destino complesso le accomuna nella storia, nella letteratura, nell’arte e nella politica sino ai nostri giorni.

Attraverso le pagine del diario personale di Teresa Tasca Filangeri di Cutò, il docufilm di Diego Ronsisvalle ripercorre le vicende di personaggi singolari e a volte bizzarri come suo fratello Alessandro, il Principe Rosso, fondatore dei Fasci socialisti siciliani, il nipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del Gattopardo, i figli Lucio, poeta scoperto ed esaltato da Montale, Casimiro, pittore e fotografo, Agata Giovanna, botanica.

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Prezioso contrappunto a questa narrazione raffinata e profonda sono le voci di figure eccellenti della nostra scena culturale: il filo rosso teso da Andrea Camilleri in una appassionata analisi delle ragioni letterarie e personali che hanno accompagnato la vita e l’opera dell’autore di Scirocco, le riflessioni di Dacia Maraini e il suo sguardo rivolto al mondo femminile nella Sicilia del primo contraddittorio Novecento, la testimonianza poetica e visionaria di Franco Battiato sospesa tra l’evocazione di Teresa Tasca e un sentimento forte del luogo e delle sue ombre: “Quando ebbi occasione di visitare quella casa percepii come delle energie sotterranee”.

Quando i figli di Teresa si ritirarono con lei nei loro possedimenti – racconta Andrea Camillericominciarono a creare il loro universo da piani diversi: uno era quello di tenere viva la storia della famiglia circondandosi di oggetti simbolo di quel passato, residui di quella storia, che componevano una sorta di museo, museo tuttora presente”. Per Dacia Maraini, Teresa “fu una madre toccata dalle tragedie familiari. Del suo dramma personale i figli portavano i segni e credo che tutto questo sia dentro la poesia di Piccolo, in quei versi vi è come un dolore irrisolto”. Quella poesia “tutta di ombre dove difficilmente raggia la luce solare”, chiosa Camilleri.

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Sullo sfondo dei grandi accadimenti della storia, come il terremoto di Messina, tutto si annoda e si autodistrugge. Ciò che rimane confluisce in un grande simbolo, una antica dimora di campagna sulle pendici dei Nebrodi, Villa Piccolo, da dove quei personaggi sono passati, una grande casa” fatata” frequentata, nella definizione di Lampedusa, da personaggi di un mondo sulla soglia della propria scomparsa.

Occasione preziosa per una rilettura letteraria e sentimentale a un tempo, il docufilm contiene anche momenti di straordinaria suggestione poetica grazie alle citazioni dal diario di Teresa Tasca e ai versi di Lucio Piccolo, che appare in un emozionante frammento di teca Rai.

Galatea Ranzi

Galatea Ranzi

Di quel luogo, di quella casa, là dove passa il “meridiano della solitudine” che ispira il titolo del documentario, ascoltiamo il suono nelle pagine di diario di Teresa, che qui ha il volto e la grazia di Galatea Ranzi, e nei versi del figlio Lucio affidati all’interpretazione di Piera Degli Esposti e di Paolo Bonacelli.

“ Per me la poesia è come la vita. È memoria…Noi viviamo di memoria”.

Lucio Piccolo