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Il ritratto di Rosario Castellanos nel Eterno Femminile di Natalia Beristain

Presentato in anteprima lo scorso novembre alla Festa del Cinema di Roma, oggi, nel giorno della Festa della Donna, esce al cinema Eterno Femminile, il biopic diretto da Natalia Beristain incentrato sull’emblematica figura di Rosario Castellanos – una delle più grandi scrittrici e femministe messicane del ventesimo secolo.


Il film

Rosario Castellanos (Karina Gidi) non sembra una donna del suo tempo. Da studentessa universitaria introversa diventa presto una delle principali protagoniste della letteratura messicana che, con la sua scrittura, combatte una società molto maschilista. Tuttavia la sua tumultuosa storia d’amore con Ricardo Guerra (Daniel Jimenez Cacho) mostra un lato fragile e contraddittorio della sua personalità. Sarà all’apice della sua carriera e nel momento migliore della sua relazione che Rosario darà il via a un dibattito che segnerà una svolta decisiva nella sua vita.

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Rosario Castellanos, un simbolo del femminismo

Rosario Castellanos è un simbolo altamente riconosciuto della letteratura messicana; oltre alla sua eredità letteraria, è ricordata come una delle figure più importanti del femminismo latinoamericano. Rosario Castellanos scriveva instancabilmente su se stessa: come se cercasse di cogliere, in una fitta rete di parole, ciò che alla fine è così paradossalmente sfuggente – il sé. Lo ha fatto attraverso i suoi racconti, poesie, opere teatrali e saggi. Lo fece con generosità e saggezza, consapevole che non si trattava solo di lei, ma anche di tutti gli altri. Nonostante avesse radunato nel corso della sua vita un vasto vocabolario del dolore – alla fine era incapace di individuare la posizione esatta della sua ferita.

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L’origine della sua ferita

Il film di Natalia Beristain cerca di scovare nei silenzi della sua protagonista l’origine di quella ferita. In ciò che Rosario non ha detto, in ciò che gli esperti non hanno indovinato, e in ciò che i testimoni hanno scelto di nascondere: così come ogni tentativo di avvicinarsi alla verità di qualcun altro, è una parte della speculazione, una parte di proiezione e, in larga misura, la ricostruzione della proiezione del sé sull’altro. La regista spiega: “tutti noi siamo ipovedenti. Che sia diagnosticato o meno, praticamente nessuno di noi è in grado di vedere ciò che è più vicino a noi: noi stessi. La parte più ampia della nostra superficie è nascosta dietro punti ciechi; ciò che riusciamo a vedere è distorto dalla prospettiva e – a meno che non viviamo in una casa di specchi – ci sono aspetti e proiezioni di noi stessi che sono solo privilegio degli altri“.

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Una donna rivoluzionaria

Eterno Femminile è un intenso ritratto di una donna rivoluzionaria, una delle principali figure chiave della moderna storia messicana, che in questa pellicola racconta il femminismo, la maternità e l’essere donne, madri e consapevoli del ruolo che si è scelto di avere nella società.