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Il tema dell’identità in Alps di Yorgos Lanthimos

Mercoledì 28 dicembre, diretto dal  pluripremiato regista greco Yorgos Lanthimos, arriva al cinema Alps, pellicola presentata in Concorso alla 68ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Premio Osella per la Migliore Sceneggiatura. Nel cast Aggeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris.


Il film è ambientato ad Atene dove una squadra formata da un paramedico, un’infermiera, una ginnasta e il suo allenatore, sostituisce sotto compenso persone appena defunte per aiutare amici e parenti a lenire il dolore dell’elaborazione del lutto. Si fanno chiamare Alpeis (Alpi), perché possono rappresentare qualsiasi altra montagna al mondo ma non possono essere scambiate per altre vette. Ognuno di loro porta il nome di una delle vette della catena montuosa. Fra questi, Monte Rosa è la donna che si occupa di assistere in ospedale una giovane giocatrice di tennis che ha appena avuto un incidente e sta per morire.

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Senza rivelarlo agli altri membri del gruppo, la donna comincia a sostituirsi alla ragazza e ne assume a poco a poco l’identità. Le quattro “alpi” diventano quattro attori pronti a lavorare sul corpo, imitatori in cerca dell’identità di chi non c’è più per lenire l’angoscia e il dolore di chi resta. “Quale era il suo attore preferito?” chiedono i quattro membri del gruppo ai parenti dei defunti, a significare che è proprio dalla sfera emotiva dell’interpretazione attoriale che occorre partire per ricostruire quelle costellazioni familiari fatte di affetti e ricordi che servono a ricomporre le ferite della perdita.

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Autore tra i più acclamati del nuovo cinema greco, e noto al pubblico per The Lobster che gli valse il Premio della giuria al Festival di Cannes 2015, Lanthimos con Alps realizza un film che colpisce nel profondo l’animo dello spettatore. Attualmente il regista greco sta lavorando al suo prossimo film The Killing of a Sacred Deer con Colin Farrell e Nicole Kidman la cui uscita è prevista per il 2017.

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