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Kirsten Dunst, viaggio psicologico in Woodshock

Questa sera alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia verrà presentato, nella sezione di Cinema Nel Giardino, Woodshock, il film diretto da Kate e Laura Mulleavy con protagonista Kirsten Dunst. La pellicola drappresenta un’esplorazione ipnotica dell’isolamento, della paranoia e della sofferenza, in un mondo onirico a sé stante.

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Theresa (Kirsten Dunst), giovane donna tormentata che sta precipitando in una spirale di dolore a seguito di una profonda perdita, è lacerata tra le sue emozioni a pezzi e gli effetti allucinogeni di un potente cannabinoide. Immersivo, affascinante e sublime, Woodshock trascende i generi per diventare un’esperienza cinematografica unica ed emozionante.

Le due registe, hanno iniziato a lavorare alla sceneggiatura del film nel 2010: “Woodshock è un viaggio emozionale di dolore e isolamento, vissuto attraverso il flusso di coscienza. Abbiamo girato il film nella contea di Humboldt, dove si trovano alcuni tra i più antichi e maestosi organismi viventi del pianeta: le sequoie (o per lo meno, gli esemplari ancora esistenti). Da questo paesaggio di estrema bellezza e distruzione, nasce Theresa”. Il suo essere smarrita fisicamente e mentalmente in simili foreste ha permesso alle registe di “esplorare le azioni e il crollo psicologico della protagonista”. Kirsten Dunst ha portato sullo schermo una profonda comprensione del personaggio. Oltre a ciò, le immagini, la colonna sonora e i suoni del film contribuiscono a creare un’unica struttura narrativa che definisce l’esperienza di Woodshock.

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E Theresa ne è la narratrice, e attraverso il suo tatto, il suo udito e la sua vista, lo spettatore è guidato in un viaggio soggettivo, la vediamo calarsi negli avvenimenti e nell’ambiente circostante, ma allo stesso tempo estraniarsi, quando il suo turbamento aumenta. La foresta è un luogo primigenio in cui tornare, un rifugio per l’immaginazione e, come Theresa dichiara all’inizio del film, è lì che lei vuole tornare.