(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

La Festa del Cinema di Roma celebra La Terrazza di Ettore Scola

(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

A trentacinque anni dall’uscita nelle sale italiane (e dai premi al Festival di Cannes: Migliore Sceneggiatura e Migliore Attrice Non Protagonista), la Cineteca Nazionale presenta oggi, giovedì 22 ottobre, alla 10. Festa del Cinema di Roma, La Terrazza di Ettore Scola: un affresco amaro e disincantato sulla vita sociale e gli avvilimenti privati di cinque personaggi della Roma salottiera, che conferma il suo valore di straordinario “documento d’epoca” – e al tempo stesso di metafora profetica – sull’Italia (e la sua sinistra intellettuale) alla vigilia degli anni ’80.

(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

Firmato da Age e Scarpelli (oltre che dallo stesso Scola), il film è interpretato da un cast monumentale: Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Serge Reggiani, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Carla Gravina, Stefano Satta Flores. Accanto a loro, in piccoli ruoli o camei spesso autoironici, una galleria di personalità della cultura e del cinema: dallo stesso Age a Leo Benvenuti, da Mino Monicelli a Lucio Lombardo Radice, da Ugo Gregoretti a Lucio Villari.

(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

(Fotogramma tratto dalla pellicola conservata presso la Cineteca Nazionale)

«La terrazza è il luogo dove, nelle sere d’estate, gli intelligenti romani cenano in piedi. Sono intellettuali, sono borghesi, sono preoccupati: perché sono in età pensionabile, perché il loro prestigio è in declino, per calo d’ispirazione creativa o per mancanza di progetti culturali, per delusione da rivoluzioni mancate o per rimorsi da complicità prestate a misfatti culturali. Ma conoscono la storia e sanno che, quando la borghesia è sembrata sul punto di dover cedere il suo potere ad altre classi, le ha piuttosto assorbite, si è trasformata, ha infine rafforzato il suo ruolo»

Ettore Scola