Solitsti Teatro 1

La Voce (In) Umana apre la 23. Edizione de I Solisti del Teatro

Domani La Voce (In) Umana, spettacolo teatrale con Carmen Giardina (foto copertina) tratto da Jean Cocteau e riletto dal regista Marco Carniti (che lo ha dedicato a Shakespeare, nel 400° anniversario della nascita), apre la XXIII edizione de I Solisti del Teatro. La rassegna teatrale, ricca di grandi nomi (anche prestati dal cinema), sarà inserita fino al 7 settembre nella splendida cornice dei Giardini della Filarmonica romana.

Enrico Lo Verso "Uno Nessuno Centomila"

Enrico Lo Verso “Uno Nessuno Centomila”

Nonostante le crescenti difficoltà che l’operare nel mondo dello spettacolo dal vivo comporta, I solisti 2016, grazie al legame con le organizzazioni del territorio, al favore di artisti, alla collaborazione con realtà giovani emergenti, non dichiara spavento ma voglia di farcela, investendo molto sul futuro” ha dichiarato Carmen Pignataro, direttore artistico del festival e aggiunge “Siamo stanchi oggi più che mai per un bando che ci ha penalizzato, dopo gli ultimi anni costellati già da limitazioni e  mortificazioni.  Resistiamo ancora per permettere a Roma di conservare la ricchezza culturale che merita”.

In cartellone, questa stagione, 30 spettacoli che puntano sull’innovazione, proponendo contaminazioni sorprendenti tra musica, cinema, danza e teatro, e che anche quest’anno dimostrano il coraggio di saper scommettere sulle giovani proposte e i grandi temi di attualità sociale.

"Girls Like That" di Emiliano Russo

“Girls Like That” di Emiliano Russo

Oltre a La Voce (In)Umana di Marco Carniti, altri spettacoli in anteprima sono: La Cricca della Banca Romana di Luigi di Majo, Social Life di Michele Cosentini, Girls Like That di Emiliano Russo, Orfeo e Euridice di Graziano Piazza, Nothing Like the Sun con Paolo Bonacelli, Sandro Penna con Pino Strabioli, Uno, Nessuno, Centomila con Enrico Lo Verso, regia di Alessandra Pizzi, Nel Corpo del Giardino con Maria Paiato per la regia di Valeria Patera.

Una sezione del festival dedicata al cinema grazie alla collaborazione con Artisti 7607 che proporrà quattro appuntamenti con film, documentari e cortometraggi. Un modo per sostenere quelle produzioni che si contraddistinguono per qualità artistica ed espressiva e che spesso non trovano un adeguato spazio nel circuito dei cinema italiani. Ogni appuntamento sarà preceduto da un incontro aperto con i registi e gli interpreti delle opere presentate.

"Al Giardino ho Detto" con Maria Paiato

“Nel Corpo del Giardino” con Maria Paiato

Ospite dei Solisti del Teatro sarà il festival Roma Poesia con tre appuntamenti nel mese di agosto. Il festival dedica la sua XXIII edizione al sostegno di “Intersos”, organizzazione umanitaria italiana in prima linea per portare aiuto alle persone in fuga da guerre, violenze e disastri naturali.


EXTRA – La Voce (In)Umana, le note di Marco Carniti

Nulla è più drammaticamente attuale delle tragedie per amore. L’amore è pazzia e l’abbandono è il vuoto. Così Cocteau rappresenta l’Amore in un testo nel quale, ancora oggi, tutti ci possiamo rispecchiare. Così come per Shakespeare, l’innamorato è un folle chiuso nella sua prigione, vittima della sua stessa follia masochistica. Ho trasportato l’”amante dolorosa” di Cocteau in una dimensione contemporanea incastrando il personaggio nell ’ingranaggio emotivo infernale di una routine quotidiana. Una “donna sull’orlo di una crisi di nervi” che, straziata per l’abbandono dell’amante, vive in un suo spazio fermo nel tempo, invasa dai mezzi di comunicazione“.

Voce Inumana

Uno spazio dominato da un totem sacrificale. Una lapide meccanica a cui la protagonista si aggrappa ostinatamente nella speranza di cancellare tracce, azioni, odori, ricordi, della persona amata.La sua condizione, ad uno sguardo distaccato, non può che svelare l’involontaria comicità dei nostri comportamenti, l’assurdità dei nostri processi interiori. Condannando l’ipocrisia dei nostri rapporti sentimentali. Dal tragicomico al dramma. Dalla farsa alla tragedia. Questo esperimento teatrale ci dà l’opportunità per un dialogo contemporaneo con Cocteau sul buio esistenziale ed il vuoto interiore causati dall’amore“.

“L’amore è pura follia, e merita una stanza al buio e una frusta come per i pazzi. Il solo motivo per cui gli innamorati non vengono puniti e curati è perché questo tipo di pazzia è talmente diffuso, che chi dovrebbe frustare è a sua volta innamorato”.

(As You Like It)