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Le Traversiadi, arrivano al cinema i viaggi con gli sci al limite delle Orobie

Dopo le anteprime nazionali dello scorso dicembre (il 6 a Nembro e il 14 a San Pellegrino Terme), dal 15 gennaio torna nelle sale Le Traversiadi – Cinque Viaggi (Più Uno) Con Gli Sci Al Limite Delle Orobie, il film-documentario realizzato da Maurizio Panseri e Alberto Valtellina che lo ha anche prodotto. Più che un racconto, si tratta (come leggerete qui sotto) di un’impresa straordinaria che arriverà nelle seguenti città: Bergamo, Auditorium, (15 gennaio); Padova, Cinema Esperia (29 gennaio); Mantova, Cinema del Carbone; Morbegno, Cineforum (14 febbraio); Genova, Cineclub Nickelodeon (30 gennaio); Nembro, Modernissimo; S. Pellegrino Terme, Cineteatro (altre date in via di definizione).

La traversata delle Orobie

La traversata delle Orobie con gli sci è stata pensata e percorsa da Angelo Gherardi, con Franco Maestrini e Giuliano Dellavite nel 1971. Un percorso – dal lago di Como a Carona di Valtellina – che da quella prima volta è stato intrapreso quattro volte e che prevede 180 chilometri e 15.000 metri di dislivello da percorrere in una settimana. Nella regione italiana più antropizzata, a pochi chilometri dalle sedi della logistica, dai capannoni industriali, dagli apericena, si scoprono luoghi selvaggi, meravigliosi e solitari. Maurizio Panseri e Marco Cardullo nella primavera 2018 hanno percorso e filmato l’itinerario per la quinta volta. Da questa nuova avventura nasce il film Le Traversiadi, un viaggio fra le montagne e nella storia dell’alpinismo: lo stesso Maurizio Panseri ed il regista/produttore Alberto Valtellina vanno alla ricerca degli ideatori della traversata, tra le valli bergamasche e la Francia.

Siamo stati attenti a cercare un modo di raccontare che fosse cinematografico (anche se molto personale e antispettacolare) per rendere interessante il film a un pubblico ampio, se non “ampio”, almeno non settoriale – mi racconta Alberto Valtellinadevo dire che dopo le prime proiezioni le risposte sono molto positive, più di quanto sperassi“. Mi metto anch’io nel gruppo di coloro che sono rimasti soddisfatti dalla visione: il sottoscritto, che non è un appassionato di sci e non conosce alla perfezione tecnicismi e itinerari montanari, in questa impresa ci ha visto tantissima vita. Un aspetto – quello umano – che prevale nei momenti dei racconti e dei ricordi, e della visione del filmato in Super 8. Le Traversiadi è stato girato nel classico formato 2,39:1, Cinemascope, perché, come spiega Valtellina, “se è vero che il Cinemascope è nato per riprendere i serpenti, come dice Fritz Lang, ne Il Disprezzo di Jean-Luc Godard, pensiamo vada benone anche per riprendere gli sci“.

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Maurizio Panseri e Alberto Valtellina raccontano…

Un viaggio avventuroso sugli sci attraverso la parte più selvaggia delle Prealpi Orobie. Una lunga traversata da Varenna a Carona di Valtellina. Alcuni anni fa Franco Maestrini ha raccontato a Maurizio Panseri della traversata con gli sci da Ornica a Carona di Valtellina fatta con Angelo Gherardi e Giuliano Dellavite nel maggio 1971. Franco ha poi regalato a Maurizio un Dvd con il film Passo Dopo Passo, girato in Super 8, che documenta la traversata compiuta da lui con un gruppetto di alpinisti nel 1980. La ricerca ulteriore porta alla luce la traversata compiuta da Angelo Gherardi con il francese Jean Paul Zuanon, nell’aprile 1974“.

Dal 1980 nessuno ha percorso la traversata. Prende forma l’idea di seguire le tracce di Franco e Angelo: in montagna ripercorrendo l’itinerario, muniti questa volta di macchina da presa, sul territorio, andando alla ricerca dei testimoni. Il legame culturale fra i protagonisti è forte: li avvicina l’amore per la montagna, la libertà, l’approccio sportivo nel senso più alto. La consapevolezza che i materiali di oggi sono diversi, più leggeri, più performanti di quelli utilizzati dagli alpinisti cinquant’anni fa ci riempie di rispetto nei loro confronti. Il racconto cinematografico si costruisce poi sull’incontro con splendide figure: Alessandro “Geko” Gherardi, figlio dell’ideatore della traversata, Giuliano Dellavite, vivace pittore, ventenne affamato al tempo della prima traversata, Paola, prima donna a tentare l’impresa, che torna a casa mestamente: i suoi quarantotto chili mal sopportano lo zaino da venticinque chili, Maria, sportiva moglie di Franco Maestrini, scomparso lo scorso anno…“.

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A traversata chiusa, curiosando in rete, Maurizio scopre che un certo François Renard con alcuni amici, stimolato da uno scritto di Jean Paul Zuanon del 1974, per la rivista del CAF, nel marzo del 2011, ha compiuto la traversata in senso opposto, da Paisco Loveno a Esino Lario. François nel 2013 ha pubblicato un volume Skitinerrances 1 in cui raccoglie quindici fra le più belle traversate scialpinistiche da lui percorse sulle montagne del mondo: dal Cile, alla Nuova Zelanda, sino in Norvegia. Nella pubblicazione la parte del leone la fanno le Alpi e poi troviamo, oltre agli Appennini, pure le “Prealpes Bergamasques”. Ci mettiamo in contatto con Renard, che sarà fra i protagonisti del nostro film“.


 

I Numeri della Traversata 

I TAPPA – Sabato 21 aprile 2018 – Varenna, Grignone, Pasturo. Durata 8:30:00 sviluppo 24,19 km Dislivello + 2.375 m Dislivello – 2.006 m

II TAPPA – Domenica 22 aprile – Introbio, Pizzo Tre Signori, Lago di Trona, Bocchetta di Trona, Cima Piazzotti, Rifugio Benigni. Durata 10:46:57 sviluppo 26,02 km Dislivello + 2.472 m Dislivello – 934 m

III TAPPA – Lunedì 23 aprile – Rifugio Benigni, (stop tecnico per rottura sci) Cusio, Piani dell’Avaro. Durata 05:46:00 sviluppo 17,58 km Dislivello + 877 m Dislivello – 1364 m

IV TAPPA – Martedì 24 aprile – Piani dell’Avaro, Monte Mincucco, Lago di Valmora, Passo San Marco, Baite d’Orta, Passo Pedena, Bocchetta Pizzo del Vento, Passo Tartano, Bocchetta di Sona, Cima di Lemma, Baite d’Arete, Cambrembo. Durata 14:16:00 sviluppo 32,23 km Dislivello + 2205 m Dislivello – 2519 m

V TAPPA – Mercoledì 25 aprile – Foppolo, Lago Moro, Passo di Valcervia, Valcervia, Passo Tonale, Lago Publino, Passo Scoltador, Casere Valle di Venina, Passo di Brandà, Baite di Cigola, Valle di Ambria, Passo del Forcellino, Valle di Vedello, Lago di Scais. Durata 13:09:00 sviluppo 28,64 km Dislivello + 2571 m Dislivello – 2664 m

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VI TAPPA – Giovedì 26 aprile – Lago di Scais, Rifugio Mambretti, Bocchetta Pizzo Porola, Vedretta del Lupo, Passo di Coca, Rifugio Coca, Valbondione. Durata 08:23:00 sviluppo 16,08 km Dislivello + 1551 m Dislivello – 2096 m Giunti al Rifugio Coca, vista la meteo sfavorevole che, oltre all’isoterma dello zero termico altissima e i valori delle minime e delle massime di circa 8° sopra le medie stagionali, ci avrebbe piazzato alcune notti di cielo coperto e quindi con nessun rigelo notturno, decidiamo di scendere a valle. Torneremo a chiudere i conti con “la traversata” con le condizioni saranno un poco più favorevoli. STOP! Si scende a valle.

Lunedì 30 Aprile – Valbondione, Rifugio Coca. SI RIPARTE! Durata 01:32:00 sviluppo 3,23 km Dislivello + 971 m Dislivello – 17 m
Prevedono una notte stellata e lo zero termico in abbassamento.

VII TAPPA – Martedì 1 maggio – Rifugio Coca, Bocchetta dei Camosci, Val Morta, Rifugio Curò, Lago Barbellino Naturale, Passo di Caronella, Carona di Valtellina. Durata 11:38:00 sviluppo 33,68 km Dislivello + 2724 m Dislivello – 2431 m

Giorni: 6+1. Durata ore 74:00:57. Sviluppo 180,65 km.
Dislivello + 14.378 m. Dislivello – 14.031 m.
Con esclusione del primo e ultimo giorno lo zaino pesava dai 17 ai 20 kg.
Roberto Bagattini ci ha accompagnato nella 5 e 6 tappa da Foppolo a Valbondione