(foto di Imma Di Lillo)

Le vittime silenziose della camorra in Nato a Casal di Principe di Bruno Oliverio

(foto di Imma Di Lillo)

Presentato nella sezione Cinema nel Giardino alla 74. Mostra del Cinema di Venezia, giovedì 25 aprile esce in sala Nato a Casal di Principe, il film di Bruno Oliverio liberamento tratto da Nato a Casal di Principe – Una Storia in Sospeso di Amedeo Letizia e Paola Zanuttini (edito da minimumfax, lo trovi QUI). Protagonisti sono Alessio Lapice, Massimiliano Gallo e Donatella Finocchiaro.


Amedeo Letizia (Alessio Lapice) è un ragazzo di vent’anni che sul finire degli anni ’80 si è trasferito a Roma da Casal di Principe per inseguire la carriera di attore. Sta appena iniziando a muovere i primi passi, tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo in una delle fiction più famose di quegli anni I Ragazzi Del Muretto, quando il fratello minore, Paolo (Ivan Silvestri), viene rapito da alcuni uomini incappucciati che ne fanno perdere le tracce. Amedeo torna nel suo paese d’origine, sin da subito questo viaggio si rivela una discesa agli inferi del suo passato e nelle contraddizioni della sua terra.

Poiché l’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace, si decide a intraprendere una sua personale ricerca, lo fa armato di un fucile e con l’aiuto del cugino Marco (Paolo Marco Caterino), un ragazzo di diciassette anni. I dettagli della scomparsa affiorano via via nel corso della vicenda che vede Amedeo aggirarsi per quel territorio che va dalle campagne al mare, passando per i laghi, all’affannosa ricerca di suo fratello. Insieme a Marco setaccia la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove Paolo è tenuto prigioniero.

Alessio Lapice e Paolo Marco Caterino (foto di Imma Di Lillo)

Alessio Lapice e Paolo Marco Caterino (foto di Imma Di Lillo)

Bruno Oliverio ha dichiarato: “questa storia di vita vissuta così forte mi fatto molto interrogare su come il cinema ha rappresentato l’ideologia che impongono le organizzazioni criminali e mi ha permesso un’immersione in un terreno poco esplorato: la vita delle persone normali in terre di camorra”. Il regista voleva che questa storia lo spettatore “la vivesse con gli occhi del protagonista, un ragazzo di vent’anni”. Attraverso il personaggio di Amedeo, il film ha così cercato di indagare “lo sguardo delle vittime silenziose, di chi vuole ribellarsi e non sa come fare. Di chi magari pensa anche di diventare come loro, i camorristi, per trovare giustizia”.

I personaggi non sono né eroi né criminali, hanno la sola colpa di essere nati in queste terre maledette. Bruno Oliverio ha raccontato una famiglia: “una storia di persone normali che si trovano troppo vicine a fatti di camorra gravissimi. La verità di tutti i dettagli e di tutti i personaggi mi ha guidato, la vicinanza della famiglia vera di Amedeo Letizia mi ha ispirato. Con gli attori abbiamo visto ancora oggi, dopo quasi 30 anni dai fatti, il dolore e lo sconcerto di questa famiglia e dal rispetto per questo dolore siamo partiti. Tutta questa verità ci ha dato la forza per fare un film dove i grandi nomi della camorra dei Casalesi degli anni ‘90 ci sono ma sono visti ad altezza uomo, dal punto di vista delle loro vittime innocenti”.

Massimiliano Gallo (foto di Imma Di Lillo)

Massimiliano Gallo (foto di Imma Di Lillo)

Sospeso tra l’azione e l’agnizione, Nato a Casal di Principe per Bruno Oliverio è “un racconto in cui gli eroi non sono né i delinquenti né quelli che li combattono, ma le persone che loro malgrado cadono nell’orbita delle organizzazioni criminali. È un racconto sospeso tra la faticosa volontà della rimozione per continuare a vivere e la necessità della memoria e della verità. Chi vedrà questo film potrà capire cosa significa essere nato in terre dove la criminalità organizzata la fa da padrona”.