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L’espressione di se stessi nel Moonlight di Barry Jenkins

Vincitore del Golden Globe come Miglior Film Drammatico e candidato a otto premi Oscar (tra cui Miglior Film, Miglior Regista, e Migliori Attore/Attrice Non Protagonisti), giovedì 16 febbraio arriva al cinema Moonlight, il film scritto e diretto da Barry Jenkins. La pellicola che mostra vent’anni della vita di un ragazzo che cresce nella Florida meridionale e il suo difficile percorso verso il raggiungimento della maturità.


Moonlight racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron (interpretato rispettivamente da Alex Hibbert, Ashton Sanders e Trevante Rhodes), un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo.

Bambino fragile e insicuro, Chiron diventa un teenager alle prese con la sua identità sessuale, costantemente preso di mira dai suoi coetanei, e poi finalmente adulto. Attraverso tre capitoli distinti, Jenkins ci mostra la sua vita, rivelandoci al contempo come alcuni momenti centrali della nostra vita si fondono in un tutt’uno per definire la nostra identità e stabilire il nostro destino.

Infanzia

Infanzia

Intimo e poetico, Moonlight è dramma indimenticabile che si colloca al crocevia di temi quali la razza, la sessualità, la virilità, l’identità, la famiglia e l’amore. Un’opera cinematografica che consacra Jenkins come uno dei più interessanti registi americani per la sua capacità di catturare l’essenza dei desideri e del dolore e di mostrare come essi si manifestano e cambiano nel corso degli anni.

Oltre ai tre attori che interpretano Chiron nelle tre fasi della sue esistenza (Alex Hibbert, Ashton Sanders e Trevante Rhodes), il film è arricchito dalla presenza di eccezionali attori non protagonisti, tra i quali Naomie Harris che interpreta con grazia e grande passione una madre single dipendente dal crack che cerca di crescere suo figlio nonostante le difficoltà personali —e un terzetto composto da  Janelle Monáe (al suo debutto sul grande schermo) André Holland e Mahershala Ali che vestono i panni degli straordinari mentori di Chiron, di coloro cioè che lo sostengono e gli stanno accanto, accompagnandolo nel suo tormentato percorso.

Adolescenza

Adolescenza

Moonlight era nato all’interno della scuola di arte drammatica come progetto scritto dal drammaturgo di Miami Tarell Alvin McCraney (intitolato In Moonlight Black Boys Look Blue). Il lavoro originale di McCraney era incentrato sul rapporto tra un ragazzo di Liberty City e un locale spacciatore, che finisce col diventare una specie di padre per il ragazzo, alle prese con il bullismo dei coetanei, la tossicodipendenza della madre e un crescente senso di solitudine e di diversità che alla fine porterà alla tragedia. Compiendo salti in avanti e indietro tra infanzia e adolescenza, pur rimanendo saldamente ancorato ai temi della virilità, dell’identità e della vita in una comunità, il racconto non-lineare di In Moonlight Black Boys Look Blue raccontava l’emergere dell’omosessualità del suo protagonista, l’adolescente Chiron, in un ambiente difficile.

Per me era importante mostrare fin dall’inizio il ruolo centrale giocato dalla comunità nella vita di Chiron – afferma McCraneyla comunità che lo circonda capisce cose di lui che lui stesso ancora non sa. La gente lo incasella in una categoria prima ancora che lui capisca cosa questo significhi. Accade a tutti noi, uomini, donne, neri, bianchi, eterosessuali o gay. Ci sono momenti in cui la comunità in cui viviamo decide come vuole definirci. Il modo in cui reagiamo a tale definizione rende reale il nostro difficile percorso esistenziale e influenza profondamente la nostra vita”.

Età adulta

Età adulta

Per il suo adattamento, Jenkins ha deciso di ampliare i tre capitoli della storia, espandendo un interludio nella vita da adulto di Chiron che nel materiale originario di McCraney era ridotto ad una telefonata, e dando ugual peso ai tre diversi periodi della vita del giovane protagonista, dall’infanzia alla maturità. Il film si apre con Chiron (soprannominato ‘Little’ nel film) che ha dieci anni. Chiron fugge dai bulletti del comprensorio delle case popolari in cui vive e viene soccorso da Juan, uno spacciatore che diventa il suo mentore e si prende cura di lui con l’aiuto di Teresa, la sua ragazza dal cuore d’oro.

Nel secondo capitolo Chiron deve affrontare il suo primo innamoramento, quello per il suo compagno di scuola Kevin, ma anche il peggioramento dello stato di sua madre Paula e un traumatico incidente nel cortile della scuola destinato a cambiare il corso della sua vita. Nel terzo capitolo Chiron è ormai adulto ed è conosciuto con il suo nome in gergo di ‘Black’. Più maturo, deve affrontare quell’amore contrastato che, non permettendogli di esprimere i suoi sentimenti, ha inibito lo sviluppo della sua identità. In una sequenza magistrale ambientata in un diner di Miami, Chiron ritrova Kevin in modo inatteso e indimenticabile.

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Moonlight è una storia universale che parla di amore, famiglia e riconciliazione e che, con le sue atmosfere elettrizzanti, riesce a dare un senso di liberazione a chiunque si sia sentito qualche volta diverso o marginale, o vittima delle proprie emozioni, desideroso di un cambiamento. Come spiega Barry Jenkins: “si tratta di un film che coinvolge e trascina, nel quale i personaggi affrontano un po’ alla volta i sentimenti ai quali permettono di affiorare. Quello che restituiscono al mondo attraverso l’espressione di quei sentimenti non è altro che il desiderio universale di affermare la propria identità”.

“Moonlight è l’espressione di quel desiderio che si aveva dentro e che non si aveva il coraggio di esprimere”.

Barry Jenkins