(Photo credit: Filippo Manzini)

Lo spirito libertario e creativo di Panagulis in Prigionia di Alekos di Sergio Casesi

(Photo credit: Filippo Manzini)

La vita, il carattere libertario, creativo di Alexandros ‘Alekos’ Panagulis e la sua lotta impari contro la dittatura dei colonnelli nella Grecia degli anni Settanta. Dopo due anni di assenza dal palcoscenico, Giancarlo Cauteruccio dirige Prigionia di Alekos di Sergio Casesi, il testo vincitore del Premio Pergola per la nuova drammaturgia. In prima nazionale al Teatro Niccolini di Firenze dal 10 al 18 febbraio con Fulvio Cauteruccio, Roberto Visconti, Domenico Cucinotta, Carlo Sciaccaluga, Francesco Argirò. Una produzione Fondazione Teatro della Toscana.

Alekos 1

Non è una coincidenza che questo spettacolo nasca in un momento nel quale i rigurgiti fascisti pericolosamente si palesano. Prigionia di Alekos è un testo di drammaturgia contemporanea che affronta il teatro come riflessione profonda dell’esistenza. Ogni regime, sopruso, violenza, è come se facesse crollare la realtà preesistente per produrre soltanto macerie. Proprio su queste macerie, come in una moderna tragedia greca, i personaggi agiscono. Non più la terribile cella carceraria (costruita apposta e detta ‘la tomba’ per le sue anguste dimensioni e per il fatto di essere a metà interrata) del giovane Alexandros ‘Alekos’ Panagulis, ma un luogo non meglio identificabile dove la dimensione fisica sconfina nel paesaggio dell’immaginazione, la stessa che il giovane Alekos utilizzò per sopportare e sopravvivere alle inconcepibili torture subite durante la carcerazione da parte dei tre militari suoi aguzzini.

Qui non si racconta, però, la storia di Alekos in sé, ma la sua potente capacità di riuscire a sottrarsi all’orrore, usando le sue straordinarie ‘armi’, la creatività, la scrittura, il disegno immaginifico. È infatti con tutto questo che Alekos riesce a liberarsi dalle pareti della ‘tomba’ e a inceppare il sistema della dittatura. Giancarlo Cauteruccio, che, come è noto, non accetta la griglia costrittiva di un testo teatrale, proprio come Alekos dunque rompe i confini fisici della scena, creando una relazione tra spazio fisico e spazio immateriale. Così facendo, l’attore e lo spettatore vivono il medesimo spazio e possono avvertire le stesse vibrazioni, le stesse energie. La vicenda si articola attraverso tre personaggi reali, ma tenuti dal regista ai limiti della concretezza, e tre personaggi immaginati da Alekos per sfuggire alla solitudine, al dolore fisico, alla lacerante condizione psicologica in cui è costretto. È evidente che tutto ruota intorno a questo moderno Prometeo incatenato, colpevole di avere e difendere il fuoco sacro della libertà e dei diritti civili.

Alekos 2

L’autore Sergio Casesi afferma: “volevo rafforzare l’idea di teatro come luogo della coscienza, della riflessione. Come luogo della parola, del gesto, dell’incontro e della coscienza. Prigionia di Alekos tenta di porsi nel punto di intersezione di queste domande e lo fa attraversando il mito moderno di Alexandros Panagulis, nuovo Prometeo, come descritto da Oriana Fallaci in Un Uomo. Il racconto di colui che sconfisse la dittatura dei colonnelli con la poesia e la creatività ci permette di indagare i valori profondi dell’esistenza umana, i fondamentali della vita, elevando la libertà individuale a spazio politico condiviso, a pensiero etico e spirituale. In Prigionia di Alekos l’immaginario di Panagulis viene messo in scena prendendo il sopravvento sulla realtà che pure c’è e si fa sentire attraverso la tortura, la privazione, l’incubo e l’umiliazione”.

Hanno così spazio Dalì, uomo/scarafaggio e amico fidato, un indovino cieco, un moderno Tiresia stanco e deluso e poi i carcerieri fino a Caronte per la catabasi dell’eroe. Ma Prigionia di Alekos cerca anche di portare avanti il discorso della scrittura per il teatro. La lingua del teatro è cresciuta moltissimo nel secolo scorso e tocca ai drammaturghi di oggi porsi la domanda di come raccogliere tutte le esperienze, anche lontanissime fra loro, e comporre un nuovo vocabolario per la scena. È una responsabilità che non si può evitare. In un certo senso l’esperienza di Panagulis deve essere riportata dal piano etico e politico anche all’aspetto tecnico, artigianale, della scrittura”.

Alekos 3

Il regista Giancarlo Cauteruccio aggiunge: “i personaggi di questo testo sono testimoni di un mondo devastato. Alekos, nella sua cella-tomba, attrae a sé gli altri personaggi con una volontà, una forza e un’intelligenza che può appartenere soltanto al mito tragico. L’autore non a caso chiama in causa il mito di Acheloo e Eracle, nello scontro tra Alekos e Hazizikis. Sono macerie quelle crollate tra la scena e la platea, detriti di una società sporcata dal sopruso di uomini su altri uomini. Il palcoscenico vomita nella platea grandi lastre di piombo che scardinano il limite tra realtà e immaginario. Quel limite attraverso il quale Alekos cerca di prendere il sopravvento sulla atroce realtà nella quale viene costretto”.

Info biglietti: https://www.boxol.it/TeatroDellaPergola/it/advertise/prigionia-di-alekos/219397