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Luis Buñuel, talento e fortuna nel Labirinto delle Tartarughe di Salvador Simò

Tratto dalla graphic novel di Fermín Solís Buñuel in the Labyrinth of the Turtles e dalla vera storia del maestro del cinema surrealista spagnolo Luis Buñuel (1900-1983),  giovedì 5 marzo Draka Distribution porta nelle nostre sale Buñuel – Nel Labirinto Delle Tartarughe il film d’animazione di Salvador Simó che ha vinto ai Goya 2020 il Premio per la Migliore Animazione e agli EFA – European Film Awards 2019 quello per la Miglior Animazione Europea e ancora il Premio della Giuria all’Annecy International Animated Film Festival 2019.

Il film

Dopo essere stato allontanato dall’industria cinematografica francese, in seguito allo scandalo suscitato dal suo film L’Age D’Or, diretto nel 1930 insieme al celebre pittore Salvador Dalì (vero e proprio manifesto del cinema surrealista, la storia è un susseguirsi di personaggi e situazioni in una critica corrosiva alla religione, alla repressione sessuale e alle convenzioni sociali), Luis Buñuel decide di documentare in un film la vita in una delle zone più povere della Spagna, Las Hurdes. Aiutato economicamente dal suo amico scultore Ramón Acín, dopo un’incredibile vittoria alla lotteria, il regista si imbarca in un’impresa complicata e sconvolgente, iniziando la lavorazione del documentario Las Hurdes, mediometraggio del 1933 in cui il cineasta denuncia l’arretratezza di una regione priva di strade e di elettricità, devastata dalla povertà e dalla diffusione di malattie. Un’opera cruda e drammaticamente neorealista, censurata dalla Repubblica spagnola per la sua schiettezza e in seguito usato come strumento di propaganda contro il regime franchista.

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Storia di un talento innato

In una suggestiva combinazione di animazione ed estratti di immagini e musiche dall’opera filmica originaria, Buñuel – Nel Labirinto delle Tartarughe racconta uno spaccato toccante della vita del grande regista, alla ricerca di una sua libera espressione artistica: i nodi irrisolti suo passato, la frustrazione rispetto alla fama di Dalì, il difficile rapporto con una figura paterna austera e distante, la sua formazione religiosa e la successiva dissacrazione dei modelli borghesi e clericali, il talento innato nel raccontare storie.