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Natalie Portman, trauma e fama nel Vox Lux di Brady Corbet

Dopo essere stato presentato nel 2018 in Concorso alla 75. Mostra del Cinema di Venezia, giovedì 12 settembre uscirà nelle nostre sale Vox Lux, il film diretto da Brady Corbet con protagonista Natalie Portman. La pellicola (girata in 35mm) si ispira a L’Uomo Senza Qualità di Robert Musil, romanzo che parla di un personaggio che vive alla periferia di eventi molto importanti. Nel cast ci sono anche Jude Law, Raffey Cassidy, Stacy Martin e Jennifer Ehle.

Il film

Vox Lux racconata la storia di due sorelle, Celeste (Raffey Cassidy) ed Eleanor (Stacy Martin), che nel 1999 sopravvivono per miracolo a una tragedia. Ne ricavano una canzone e Celeste viene proiettata nello stardom. Nel 2017, l’ormai adulta Celeste (Natalie Portman) si barcamena in una vita di scandali e successo, con la figlia adolescente Albertine (Raffey Cassidy).

Eventi che segnano la vita

Nel suo film precedente, The Childhood of a Leader, l’attore e regista Brady Corbet ha raccontato una storia ambientata in Europa all’inizio del Ventesimo secolo. Testimone delle atrocità di un’epoca, il giovane protagonista del film è causa di altrettante atrocità perpetrate nell’epoca seguente. Il film era ispirato alle storie revisioniste di Robert Musil e W.G. Sebald, costrutti labirintici che concepiscono personaggi di fantasia nei panni di testimoni oculari di svolte storiche cruciali, o personaggi della vita reale calati in ambientazioni storiche alterate. Per Brady Corbet, questo Vox Lux è “la continuazione di quel tema ma sull’altro versante del secolo: un melodramma storico ambientato in America tra il 1999 e il 2017, che narra eventi cruciali e modelli culturali che ad oggi hanno plasmato la prima parte del XXI secolo, visti attraverso gli occhi della protagonista, una popstar di nome Celeste“.

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Celeste, vittima e leader di un’epoca

Per Brady Corbet, Vox Lux “non ha un messaggio stringente, è il ritratto di un personaggio immerso nella cultura pop tra spettacolo e violenza“. Il regista, parlando di Celeste, ci tiene a specificare che “non è un mostro, ma una vittima dell’epoca in cui vive: il dramma che ha vissuto le ha lasciato profondi segni, soffre di PTSD, è al tempo stesso vittima di un’epoca e leader di un’epoca“.