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Néo Kósmo, Giorgia Surina è un androide nel corto sci-fi di Adelmo Togliani

Martedì 20 ottobre – selezionato Fuori Concorso alla 18° edizione di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma – presso La Nuvola di Fuksas alle 16 verrà presentato Néo Kósmo, il cortometraggio fantascientifico scritto e diretto da Adelmo Togliani con protagonista Giorgia Surina nei panni di un androide. Il corto, che verrà proiettato alla presenza del regista, potrà inoltre essere visionato per dieci giorni sulla piattaforma Timvision, dopo il termine della manifestazione.

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Il corto

Una coppia di coniugi (Giorgio Consoli e Kateryna Korchynska) insieme ai figli adolescenti, sono vittime inconsapevoli di Néo Kósmo, un mondo virtuale privo di ogni reciprocità umana all’interno del quale si consumano le giornate di ognuno, fatte di lavoro, studio e tempo libero. La tata androide Alésia (Giorgia Surina), capendo che il processo di deriva sociale è irreversibile, è intenzionata a proteggere il figlio più piccolo della famiglia, non ancora iniziato alla nuova dimensione.

Le tematiche

Il corto Néo Kósmo – che è innanzitutto il secondo capitolo di una trilogia che ha avuto inizio con La Macchina Umana (2017) – raccoglie interrogativi di natura etica, offrendo al pubblico uno sguardo sul futuro prossimo, sull’intelligenza artificiale e sulle conseguenze del progresso tecnologico. La pellicola esplora gli effetti di una fruizione sempre più invasiva di dispositivi e software, che ci allontanano da relazioni interpersonali tangibili. Néo Kósmo sottolinea l’importanza di rimanere ancorati alla propria identità di esseri umani, nonostante il progresso tenda ad una sempre maggiore accentuazione del virtuale e dell’automatismo nel nostro quotidiano.

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Adelmo Togliani racconta…

L’uomo è talmente preso dalla virtualizzazione di sé che ha dimenticato qual è il suo ruolo nell’universo, e i robot sono i primi giudici consapevoli che un mondo privo di ‘contatto’ non ha niente a che vedere con un’umanità fatta di carne e ossa. La pellicola però non parla di robot ribelli che distruggono ogni cosa gli capiti a tiro, qui non c’è nessun progetto di conquista, ma solo i prodromi di una rivoluzione silenziosa”.