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Nessuno Mi Troverà: vita, opere e misteri di Ettore Majorana

Verrà presentato oggi a Milano a Visioni dal Mondo – in anteprima internazionale – Nessuno Mi Troverà, il documentario diretto da Egidio Eronico che, attraverso documenti, immagini d’archivio, animazioni da graphic novel, testimonianze, documentario e congetture, scandaglia quel mare di mistero chiamato Ettore Majorana. Il film uscirà al cinema venerdì 15 aprile 2016.

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Dicono fosse un eccentrico e un visionario, un  timido, sempre pensieroso e poco propenso alle chiacchiere. Dicono fosse un centauro, metà fisico e metà matematico. Dicono fosse un genio della statura di Galileo e Newton, dotato di quello che nessun altro al mondo ha, ma sprovvisto di quello che normalmente hanno gli altri: il semplice buon senso. Scrivono fosse angosciato per aver compreso prima degli altri le spaventose complicazioni della fisica nucleare. Dicono che avesse una voce velata, segreta, e che soffrisse soprattutto per mancanza d’amore. Ettore Majorana, uno sconosciuto, uno straniero.

Majorana è stato forse il più grande fisico teorico del ‘900, e forse il più noto scomparso della storia dell’Italia contemporanea. La sua sparizione, quasi ottant’anni fa, non smette di produrre quesiti, dubbi, ricerche; le sue intuizioni e i suoi lavori scientifici sono oggi più attuali di quando furono pubblicati. Il suo enigma, lungi dall’essere risolto, è diventato un paradigma di questioni scientifiche, politiche, morali, che agitano ancora la nostra società.

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Ettore Majorana, geniale fisico teorico siciliano e docente presso l’Istituto di Fisica dell’Università di Napoli, a soli trentuno anni scompare in circostanze misteriose il 26 marzo 1938. Qualcuno dichiara di averlo visto per l’ultima volta a bordo della nave che da Palermo fa rotta verso Napoli. E subito ha inizio la ridda delle ipotesi, delle congetture. Suicida? Rapito da potenze straniere? Fuggito dall’Italia? Ritiratosi in un convento? Nell’affaire Majorana sembrano implicati scienziati atomici, servizi segreti, uomini politici, militari.

E il mistero s’infittisce, facendo emergere interrogativi e contraddizioni che spingono ad indagare tra le pieghe più nascoste la vita e la personalità del giovane fisico. Cosa è stato di Majorana? Come può uno scienziato considerato da  Enrico Fermi dello stesso calibro di Galileo e Newton sparire nel nulla? Quale – ieri come oggi – la vera posta in gioco? Tra documentazione e fiction/immaginazione (con le animazioni, in stile graphic journalism, di Massimo Ottoni) – lungo la scia tracciata dalle approfondite ricerche di Francesco Guerra e Nadia Robotti intorno alla figura del fisico, il documentario cerca di rispondere cinematograficamente magari solo ad alcune di queste domande.

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Ettore Majorana appartiene a quella generazione di uomini, nata agli inizi del XX secolo, che si è trovata ad affrontare in prima persona le grandi rivoluzioni scientifiche, tecnologiche e sociali dei primi cinquant’anni del secolo, le quali hanno dato luogo a quella che il filosofo e matematico austriaco Edmund Husserl (padre della fenomenologia) ha definito la crisi radicale di vita dell’umanità europea.

Analogamente al problematico comportamento di una misteriosa particella mancante chiamata neutrino – che egli stesso riuscì a predire nel 1937, in termini che solo ora si è in grado di sottoporre a verifica sperimentale – Majorana ha attraversato in un tempo estremamente ridotto l’intero secolo breve in tutte le sue ambizioni e le sue fragilità, pronto a pagare col suo spirito libero e indipendente un prezzo molto alto per difendere la propria dignità di scienziato e di uomo.

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Buona parte della pubblicistica su Majorana, ce lo restituisce con un ritratto a senso unico come persona dall’anima sofferta, perennemente insoddisfatta, completamente assorbita e persa nei suoi studi. In realtà Il Grande Inquisitore (è così che veniva chiamato nell’ambiente dei fisici di via Panisperna) era “anche dotato di umorismo ingegnoso e sottile e il suo maggior problema, semmai, in quanto uomo di scienza e intellettuale, consisteva nella gestione di una tensione esistenziale in cui la fisica appare come un’isola serena ma inadeguata” spiega Eronico.

Il resto è mistero, chiuso e impenetrabile. Quello che si sa è che Majorana prediligeva Shakespeare e Pirandello: “in questo senso, chi scrive ama rinvenire nella sua personalità affinità e punti di contatto con il Charles Foster Kane di Citizen KaneQuarto Potere, il Grigory Arkadin di Confidential Report – Mr. Arkadin, il Mister Clay di Histoire Immortelle, e poi, perché no, con la figura altrettanto geniale e misteriosa di uno dei giganti della musica moderna: Maurice Ravel”.

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In definitiva, quel che nel docufilm si vuole sottolineare è che al di là delle ipotesi – il suicidio in mare, la fuga in Argentina degna di un Mattia Pascal, la bomba tedesca e il delitto di stato, la crisi spirituale e il ritiro in convento – oltre ogni congettura resta l’inaccessibilità gentile di Ettore Majorana, la sua diversità isolana e aristocratica.

“E come quella del neutrino la storia di Ettore è altrettanto elusiva: anche se scoprissimo con certezza ciò che egli fece, non sapremmo mai perché lo fece, che è una cosa di gran lunga più importante”.

Joao Magueijo, dal libro A Brilliant Darkness