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Nicolas Cage poliziotto in azione per 211 Rapina in Corso

Ispirato a uno dei più lunghi e sanguinosi eventi della storia della polizia, giovedì 12 giugno esce al cinema 211 Rapina in Corso (211 è proprio il codice che la polizia utilizza per indicare le rapine in corso), l’adrenalinico film scritto e diretto da York Alec Shackleton che racconta cosa si prova a vivere una situazione di crisi estrema. Protagonista è Nicolas Cage, affiancato da Michael Rainey Jr., Sophie Skelton e Dwayne Cameron.


Mike Chandler (Nicolas Cage) è un bravo poliziotto, il suo partner – che è anche suo genero – è l’agente Steve MacAvoy (Dwayne Cameron) e come tutt i giorni, partono per un ordinario giro di pattuglia per le strade della città. Quel giorno viene affidato loro Kenny (Michael Rainey Jr.), un ragazzino di 15 anni a cui il tribunale impone una giornata in polizia come punizione e lezione dopo una rissa.

I due ufficiali e il loro giovane passeggero si trovano impreparati quando il destino decide di metterli improvvisamente nel mirino di una rapina in corso in una banca, per mano di un’addestrata squadra di uomini senza paura e armati fino ai denti: Tre (Ori Pfeffer), Luke (Weston Cage), Rob (Sean James) e Hyde (Michael Bellisario).

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Liberamente ispirato alla rapina in banca di North Hollywood avvenuta nel 1997, 211 Rapina in Corso si svolge nei nostri giorni. L’intento del regista York Shackleton era quello di fornire al pubblico un’esperienza autentica, quella di un vero giro di pattuglia: “penso che l’obiettivo finale del film sia quello di intrattenere le persone, portarle in giro per un’ora e mezza. Possono evadere dalla loro vita quotidiana e fare una corsa con questi agenti di polizia e percepire realmente quello che vivono le forze dell’ordine per le strade. Magari questo film riuscirà anche ad aprire gli occhi della gente e far capire quanto sia difficile questo lavoro, e alcune delle situazioni più complicate che questi ragazzi affrontano per proteggere i cittadini”.

Protagonista del film è Nicolas Cage: “il film parla della polizia contro i rapinatori di banche, ed entrambi hanno delle motivazioni comprensibili. I rapinatori sono militari che sono stati esiliati, sentono di aver fatto enormi sacrifici e di non essere stati adeguatamente ripagati, per questo esigono un risarcimento. In questo periodo storico, la gente riesce perfettamente a comprendere la situazione. Per quanto riguarda la polizia, loro hanno un legame molto stretto. Sono sotto assedio e stanno cercando di sostenersi a vicenda”.

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La sparatoria di North Hollywood, conosciuta anche come la Battaglia di North Hollywood, fu uno scontro armato tra due rapinatori e il dipartimento di polizia di Los Angeles nella zona di North Hollywood a Los Angeles nel 1997. Alla fine, i responsabili furono uccisi, dodici poliziotti e otto civili rimasero feriti e numerosi veicoli e abitazioni vennero distrutte da quasi 2.000 pallottole sparate dai ladri e dalla polizia. A causa del gran numero di feriti, del numero di colpi sparati, delle armi usate e della durata complessiva della sparatoria, è considerato uno degli eventi più lunghi e sanguinosi nella storia della polizia americana.

Per York Alec Shackleton quella rapina ha segnato “un momento significativo, perché prima di allora gli agenti di polizia non avevano mai usato armi d’assalto per le rapine in banca. Le armi che possedeva la maggior parte degli agenti di pattuglia erano pistole da 9 mm o revolver speciali 38. Qualche auto era equipaggiata con un fucile calibro 12. Quando avvenne questa rapina, i criminali erano così armati ed equipaggiati, che la polizia non è riuscita ad avere il sopravvento, per questo dopo quella rapina cambiarono molte delle loro regole, in modo che le forze dell’ordine potessero portare con sé armi più pesanti”.

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Nicolas Cage è sicuro che “il pubblico possa aspettarsi di vedere un film ad alto tasso di adrenalina. Spero anche che questo film possa influenzarlo in un certo senso, che gli faccia percepire la stessa intensità che ho provato io quando ho visto Platoon per la prima volta”. Del resto York Alec Shackleton ha cercato di raccontare la vicenda con realismo e autenticità, utilizzando uno stile di regia documentaristico: “questo film doveva essere il più reale possibile. Reputavo che fosse la cosa migliore per il pubblico, perché quando racconti storie come queste, se tendi ad allontanarti troppo dal realismo, rischi di allontanare anche il pubblico dalla storia”.