TORONTO, ON - SEPTEMBER 06:  Director Asghar Farhadi of 'The Past' poses at the Guess Portrait Studio during 2013 Toronto International Film on September 6, 2013 in Toronto, Canada.  (Photo by Larry Busacca/Getty Images)

OSCAR 2017 – Asghar Farhadi: “Quella di Trump una legge disumana. Il cinema deve unire”

TORONTO, ON - SEPTEMBER 06: Director Asghar Farhadi of 'The Past' poses at the Guess Portrait Studio during 2013 Toronto International Film on September 6, 2013 in Toronto, Canada. (Photo by Larry Busacca/Getty Images)

Uno scambio di buste (voluto e costruito ad arte?) ci può anche stare. È un ottimo e banalissimo motivo di conversazione, oggi, qualche ora dopo la cerimonia degli 89esimi Academy Awards. Ma la vera busta scottante della notte degli Oscar è un’altra e dovrebbe fare molto più rumore: quella inviata da Asghar Farhadi, il regista iraniano de Il Cliente, la pellicola vincitrice del premio come Miglior Film Straniero. Per Farhadi si tratta del secondo Oscar, dopo Una Separazione (2011).

Salesman

La scorsa notte, a trionfare è stato soprattutto lui. Non solo dal punto di vista professionale, ma, soprattutto, dal punto di vista umano. Come già aveva preannunciato, Farhadi non ha partecipato alla cerimonia di premiazione, prendendo una posizione netta. “È un grande onore vincere questo premio per la seconda volta – recita il messaggio che ha preparato e che è stato letto – ringrazio i membri dell’Academy, la mia troupe, i miei produttori”.

Ma è la prosecuzione del testo fa ancora più rumore e pone un’importante riflessione:

“Mi dispiace non esserci. La mia assenza è dovuta al rispetto verso i miei concittadini e gli abitanti degli altri sei paesi a cui una legge disumana ha impedito l’ingresso negli Stati Uniti. Dividere il mondo tra “noi” e i “nemici” crea paure, e produce una giustificazione ingannevole per la guerra”.

Ashgar Farhadi

Ashgar Farhadi

Essendo cittadino iraniano, Asghar Farhadi non poteva essere presente a causa dell’ordine esecutivo emanato il 27 gennaio 2017 dal neo Presidente degli Stati Uniti Donald Trump: Protecting the Nation From Terrorist Attacks by Foreign Nationals. Il cosiddetto Muslim Ban, vieta infatti l’ingresso negli USA alle persone provenienti da sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Sudan, Siria, Libia, Somalia e Yemen) per un periodo di 90 giorni.

Per questo il finale del messaggio di Asghar Farhadi, da brividi, deve restare ancora più impresso:

“Il cinema può catturare le qualità degli uomini, combattere gli stereotipi e creare un’empatia tra gli esseri umani che oggi serve più che mai”.