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Pablo Perelman dà un’impostazione politica alla Lezione Di Pittura

Presentato con successo nei più prestigiosi Festival di Cinema del Latino America, il 16 novembre esce nei nostri cinema Lezione di Pittura, le pellicola diretta dallo schierato regista Pablo Perelman ed interpretata da Daniel Giménez-Cacho, Verónica Sánchez, Catalina Saavedra e il giovanissimo Juan José Susacassa.

In Cile, durante gli anni ’60, un ragazzo di campagna (Juan José Susacassa), figlio di una povera adolescente single, dimostra di avere un prodigioso talento per la pittura. L’uomo che scopre il talento del ragazzo è il proprietario di una farmacia che si trova nella periferia di una piccola città rurale. L’uomo è a sua volta un pittore amatoriale e cercherà di far diventare il ragazzo un grande artista, come tutti quelli citati nei suoi libri d’arte. La storia è narrata dal punto di vista del farmacista che, nello snodarsi della sua vecchiaia, spiega la storia di questo giovane ragazzo che sarebbe potuto diventare un grande genio dell’arte, se solo non fosse scomparso all’età di 13 anni, insieme a tutte le sue opere, l’11 settembre 1973, il giorno del famigerato Colpo di Stato in Cile.

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Il soggetto è tratto dal romanzo del narratore cileno Adolfo Couve (1940-1998), perfezionista incurabile e solitario per natura, morto suicida nel 1998. Il film, pur rispettando le linee guida del romanzo, se ne discosta per una certa impostazione politica: a un certo punto diviene evidente che il lavoro di Perelman, attraverso immagini latenti, ha ricreato la dolorosa esperienza di aver perso un fratello durante il governo di Pinochet. Le vicissitudini di Augusto, bambino prodigio di Llaillay, sono narrate dalla voce di Aguiar, farmacista della comunità, violinista e pittore dilettante. Egli comincia a plasmare il talento artistico del ragazzo. Mentre la storia progredisce, la trama si mescola, tra coscienza e incoscienza, fino a quando il protagonista trova il suo vero impulso creativo.

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Il conflitto centrale che la pellicola affronta è molto sentito nel Cile dell’autore: la sensazione di dover affrontare una realtà segreta, un particolare modo di conquistare il mondo che non può essere espresso se non attraverso i materiali della pittura. Lezione di Pittura può essere letto come un esercizio estetico astratto in antitesi alla condizione sociale della realtà politica del paese e, proprio come tale, è destinato a perdersi e svanire nel nulla come il piccolo protagonista e le sue opere, in occasione del colpo di stato dell’11 settembre 1973.