paola-cortellesi

Paola Cortellesi legge Il Catalogo Peppino Amato, dalla geniale penna di Ennio Flaiano

Mercoledì 20 maggio alle 20.45, su Firenze Tv l’attrice Paola Cortellesi leggerà Il Catalogo Peppino Amato tratto da Frasario Essenziale Per Passare Inosservati In Società del grande Ennio Flaiano

Firenze Tv

Frasario essenziale per passare inosservati in società 

Nel 1969 Ennio Flaiano registra, su singole schede dattiloscritte, un repertorio di frasi e di frammenti verbali che, come suggerisce il titolo autografo, sembra voler dare testimonianza dell’opacità linguistica della società contemporanea. Un brogliaccio a cui lo scrittore attinge mentre lavora ad altri testi, utilizzandolo ad esempio per costruire la battuta di un personaggio o una mirabile pagina del racconto Oh, Bombay!, in Il Gioco e il Massacro. Qui un televisore portatile, improvvisamente fuori controllo, rovescia su un attonito spettatore queste (e altre) frasi che si succedono in ordine sparso, senza pause, in un vortice da cui sembra assente ogni significato.

Peppino Amato

Peppino Amato è stato un protagonista del cinema italiano, attore, sceneggiatore, regista ma soprattutto produttore. Come regista è riuscito a dirigere Totò in uno dei suoi pochissimi film drammatici con Yvonne La Nuit (1949) ma è innanzitutto come produttore che ha lasciato il segno: i primi film dei fratelli De Filippo e di Vittorio De Sica tra cui Umberto D. (1952), i capolavori di Alessandro Blasetti La Cena Delle Beffe (1941) e Quattro Passi Fra Le Nuvole (1942), Francesco, Giullare di Dio (1950) di RosselliniUn Maledetto Imbroglio (1959) di Germi, tratto dal capolavoro di Gadda Quer Pasticiaccio Brutto De Via Merulana (1957) e il film italiano più famoso La Dolce Vita (1960). Le indecisioni degli altri produttori stavano facendo fallire il progetto e Amato fece intervenire Angelo Rizzoli con cui produsse successivamente la fortunata serie di Don Camillo di Julien Duvivier  per finanziare con lui il film.

Ennio Flaiano

Ennio Flaiano

Il Catalogo di Peppino Amato

“Ti mando la collezione del filologo, detta Catalogo Peppino Amato.

· Per il gran freddo ho dovuto far mettere due gladiatori in più al termosifone;
· Saluti dalle pernici del Monte Bianco;
· Apriamo una paralisi;
· Si sono tutti alcolizzati contro di me;
· In quanto ad idee politiche io e lei siamo agli antilopi;
· Le zucchine mi piacciono trafelate;
· Si picchiavano che sembravano due argonauti (energumeni) (la specificazione è propria di Flaiano);
· Si accorse che era incinta perché non le venivano più le amministrazioni;
· Non fanno che rimproverarsi a Vicenza;
· La sera ci mettiamo sulla veneranda a guardare il paesaggio;
· Ho un salottino tutto di Rimini;
· Mi sono tagliato il pipistrello del pollice? ed ho dovuto farmi un’iniezione sotto Catania;
· Mia moglie fa una cura contro le vene vanitose;
· Ma questo lo discuteremo in separata sedia;
· Lei aveva una bella stuola di visone e per gioiello un brioche al collo;
· Scivolò sulla sogliola e si ruppe una gamba per operarlo dovettero fargli l’anastasia;
· Si dicono che contiene le vitamine, ma io lo mangio lo stesso;
· Ti piace il mio bastone? È di malaga;
· Le inferriate sono di ferro sbattuto;
· Mi sono fatto mettere le iniziative sulla camicia;
· Tutto il giorno sul pavimento prostituite a dare la cera;
· Ho un completo d’inferiorità;

E per finire:

·  In fondo si tratta di una sciocchezza e, per una volta, uno Transvaal!”

E poi dicono che bisogna imparare l’italiano. Bisogna imparare gli italiani.