(foto Jan Thijs)

Paure primordiali in Regression, lo psico-thriller di Alejandro Amenábar

(foto Jan Thijs)

Ethan Hawke ed Emma Watson sono i protagonisti di Regression, il film – da domani in sala – scritto e diretto da Alejandro Amenábar che torna al thriller psicologico, il genere cinematografico che ha segnato il suo successo con The Others (oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo).


Minnesota, 1990. Il Detective Bruce Kenner (Ethan Hawke) sta indagando sul caso di una giovane di nome Angela (Emma Watson), che accusa il padre, John Gray (David Dencik), di un crimine terribile. Quando John, inaspettatamente e senza averne memoria, ammette la sua colpa, il famoso psicologo Dottor Raines (David Thewlis) viene chiamato per aiutarlo a rivivere i suoi ricordi, ma ciò che verrà scoperto smaschererà un orribile mistero.

Alejandro Amenábar con Regression torna alla suspense, il genere che ha segnato il suo debutto cinematografico nel 1996 con Tesis: “Il termine regressione significa, tra le altre cose, ritorno – spiega Amenábare per me questo progetto significa rivisitare il mistero”. Per il produttore Fernando Bovaira, Regression è un thriller psicologico che “mischia i generi e il titolo è particolarmente appropriato perché in un certo senso il film parla della stranezza e della complessità della mente umana”.

Ethan Hawke è il Detective Kenner (foto di Jan Thijs)

Ethan Hawke è il Detective Kenner (foto di Jan Thijs)

Alcune delle cose che accadono in Regression sarebbero perfette nel genere horror” spiega Alejandro Amenábar. In realtà si tratta di un thriller psicologico, con alcune sfumature di giallo, come sottolinea il regista: “è una pellicola che trae le sue influenze prevalentemente dai thriller e dai film horror americani degli anni ‘70: L’ Esorcista, Rosemary’s Baby…che hanno in comune un elemento di moderatezza e lentezza che volevo ricreare anche qui“.

Ispirato a una serie di eventi realmente accaduti negli Stati Uniti durante gli anni ‘80, il film è sia “una riflessione sul male che un’esplorazione delle scorciatoie della mente,” spiega Fernando Bovaira. Le accuse iniziali, che hanno fornito la base per la scrittura della sceneggiatura, sono arrivate nel contesto del crescente potere politico e religioso all’interno degli Stati Uniti, che poi si è diffuso nel resto del mondo, con intensità diversa, arrivando al punto di essere classificato come una cospirazione globale, e non solo dalle fonti più sensazionalistiche.

Emma Watson è Angela (foto di Jan Thijs)

Emma Watson è Angela (foto di Jan Thijs)

Ci furono una serie di fenomeni reali in cui le indagini della polizia, le consulenze con gli psicologi e la superstizione conversero nel tentativo di mettere assieme un puzzle strano e terrificante, rinominato poi Satanic Ritual Abuse” ricorda Alejandro Amenábar. “L’onda di accuse e confessioni fu travolgente, distrusse intere famiglie, generò caos e panico nella società e in alcuni casi ci furono conseguenze molto serie a livello legale. E’ stato molto interessante ripercorrere quei casi avvenuti negli anni ’80 e ’90 con la prospettiva del XXI secolo”.

Gli studi sul cervello rappresentano una nuova frontiera per gli scienziati e non sappiamo ancora bene come vengano elaborati i ricordi e di come il tempo possa alterarli“, spiega Fernando Bovaira. “Sebbene la religione e la scienza appartengano a reami differenti, come ha affermato Stephen Jay Gould, la psicologia è ancora a uno stadio iniziale e può facilmente cadere nella superstizione. In Regression, Raines e il Reverendo Beaumont, apparentemente, combattono su fronti diversi ma, in realtà, sono molto più vicini di quanto non pensino”.

David Thewlis è il Dottor Raines (foto di Jan Thijs)

David Thewlis è il Dottor Raines (foto di Jan Thijs)

Quando il crimine viene denunciato all’inizio del film, i personaggi si tuffano a capofitto in un mondo di inseguimenti, visioni, messe nere e di corse contro il tempo, per trovare la prova che possa sostenere i loro sospetti e mandare i responsabili in prigione. “Col crescere del fenomeno, un ruolo importante veniva giocato dai media, dai racconti dei testimoni e dai trattati scritti sulle esperienze sataniche e anche dall’influenza del film stesso” racconta il regista.

Il film è ambientato in una piccola comunità del Midwest, perciò la città e gli enormi paesaggi che lo circondano creano un ambiente molto particolare che offre degli elementi aggiuntivi alla storia. Il regista e sceneggiatore spiega: “Il Midwest è caratterizzato da ampi spazi che contengono dei mondi molto piccoli. Nel film vediamo una tipica città dell’America, con pochissime case, dove tutti conoscono tutti. In ambienti così chiusi il senso di colpa per aver commesso un errore si intensifica. La colpa è l’elemento che pesa maggiormente sui protagonisti”.

Lavorando sull'inconscio...(foto di Jan Thijs)

Lavorando sull’inconscio…(foto di Jan Thijs)

Ethan Hawke afferma che il tema principale è quello della paura: “il film esplora le motivazioni per le quali vogliamo avere paura, ci piace avere paura , o del perché odiamo o amiamo questa sensazione, e quanta paura e senso di colpa ci sono nelle nostre personalità”.

Una considerazione sostenuta anche da Fernando Bovaira:“questo è un film sul modo in cui affrontiamo le nostre paure e sul modo in cui a volte quelle paure si trasformano nei nostri peggiori incubi”. Per il produttore, la pellicola è strutturato come un poliziesco, in cui apparentemente non è stata trovata nessuna prova del crimine: “però nel genere poliziesco c’è un momento iniziale di caos, ma poi il successo delle indagini riporta l’ordine; qui invece Bruce, il protagonista, si lascia coinvolgere talmente tanto nel caso da rimanerne intrappolato”. L’uomo a caccia della verità diventa la preda.

Bruce e Angela (foto di Jan Thijs)

Bruce e Angela (foto di Jan Thijs)

Anche se all’apparenza potrebbe essere percepito come un film con degli ingredienti horror, in realtà Regression è una riflessione su come vincere e trionfare sulle nostre paure primordiali: “è un viaggio profondo nel nostro subconscio e nei nostri demoni interiori – conclude Bovaira – ma possiede anche le caratteristiche di un dramma familiare, poiché quei demoni possono davvero arrivare a distruggere le nostre vite e quelle degli altri”.

“Regression non è un film horror. Parla delle paure, della fragilità della mente umana, di quanto possiamo spaventarci e di come la paura possa impedirci di pensare e vedere le cose chiaramente”.

Alejandro Amenábar