1-Un mostro mille teste

Per Rodrigo Plà, la burocrazia sanitaria è Un Mostro dalle Mille Teste

È da oggi in sala Un Mostro Dalle Mille Teste, il film diretto dal regista uruguayano d’adozione messicana Rodrigo Plà che l’anno scorso ha aperto il Concorso di Orizzonti alla 72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Protagonisti sono Jana Raluy e Sebastián Aguirre Boëda.


Guillermo (Sebastián Aguirre Boëda) cade dal letto in piena notte. Emergenza. Il cancro di cui soffre sta peggiorando seriamente. Il trattamento, speciale e costoso, esiste. Ed è necessario ottenerlo rapidamente. La moglie, Sonia Bonet (Jana Raluy), decide di presentarsi dal medico dell’assicurazione sanitaria che lo tiene in cura da molto tempo per convincerlo a rivedere la pratica del trattamento oncologico, negato dall’azienda. Dopo innumerevoli tentativi e snervanti attese, la donna, accompagnata dal giovane figlio, decide di seguire fino a casa il medico che si è rifiutato di riceverla poco prima. Giunta alla sua abitazione, lo prega di controllare i documenti che negano il diritto al marito malato di usufruire dell’unica terapia che fino ad ora è stata efficace, bloccando le metastasi e riducendo del trenta per cento il cancro dell’uomo.

Nonostante le suppliche della donna, il medico si rifiuta di aiutarla. Sonia, così, in preda alla disperazione tira fuori dalla borsa una pistola con cui minaccia il medico e sua moglie, fino a che i due non le rivelano i nomi dei responsabili a cui si deve rivolgere per sbloccare la pratica. Sonia, allora, con l’aiuto del figlio, lega i due e si reca ad un centro sportivo per incontrare il direttore della società d’assicurazione. Con l’arma in mano costringe l’uomo ad andare dagli altri dirigenti affinché le sblocchino la pratica. Ma quando il lungo calvario sembra finalmente essere giunto al termine, una tragica notizia sorprenderà madre e figlio.

2-Un mostro mille teste

Rodrigo Plà, proseguendo sulla scia del dramma sociale, si scaglia contro la corruzione e la negligenza del sistema burocratico del suo paese. Attraverso la storia di Sonia Bonet – interpretata con bravura, sensibilità e coraggio da Jana Raluy – l’autore costruisce un thriller psicologico in cui emerge preponderante tutta l’esasperazione di una donna intenta ad intraprendere un’estenuante lotta contro il sistema, che si tramuta ben presto in una spirale di violenza in cui verrà coinvolto anche il figlio. Il caso di malasanità rappresentato da Plà, infatti, diventa parabola sociale di un sistema moralmente corrotto incentrato solo sul profitto.

Gli stessi stilemi classici del thriller sono funzionali a portare avanti il processo che il regista fa alla società messicana con il parallelismo del processo di Sonia fuori campo – in Messico, infatti, solo l’otto per cento della popolazione può permettersi un’assicurazione sanitaria. Tratto dall’omonima opera letteraria della moglie Laura Santullo – che ha anche sceneggiato il film – Un Mostro dalle Mille Teste, come tutta la produzione artistica del regista, affonda le sue radici nella condizione di rifugiato politico uruguayano dell’autore, rendendolo, senza dubbio, maggiormente sensibile a problematiche a carattere socio‐politico.

3-Un mostro mille teste

Rodrigo Plà ha definito così il suo film: “una madre, suo figlio e unʹarma. Lʹincapacità di piangere e un errore. Una tragedia personale gettata nella pubblica piazza. La salute, un diritto umano minato, che diventa una questione di soldi. Le grandi aziende e la mancanza di responsabilità morale visualizzati da questi ʺmostriʺ dei tempi moderni. L’inefficienza, la burocrazia e la corruzione come tanti nemici del cittadino comune”.