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Phantom Boy, il poliziesco-fantasy di Gagnol e Felicioli

Vincitore del Platinum Grand Prize al 18° Future Film Festival, dal 9 marzo è al cinema Phantom Boy, il secondo film d’animazione diretto da Alain Gagnol e Jean-Loup Felicioli dopo Un Gatto a Parigi (2011). Il film si ispira nella sua ideazione ai personaggi creati da Stan Lee negli anni Sessanta e tradotti poi in immagine da molti talentuosi disegnatori.


New York. Un misterioso malvivente sfigurato ferisce gravemente Alex, l’ispettore di polizia che era sulle sue tracce. Immobilizzato in ospedale, Alex incontra Leo, un ragazzo di undici anni che ha la capacità di uscire dal suo corpo. Come un fantasma, invisibile a tutti, Leo vola e passa attraverso i muri. Grazie ai poteri straordinari del ragazzo, l’ispettore Alex può riprendere la sua inchiesta, provando così a fermare il gangster sfigurato che minaccia di distruggere New York con un terribile virus informatico. Al loro fianco ci sarà Mary, volenterosa e testarda giornalista.

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Phantom Boy è un poliziesco-fantasy indirizzato a un pubblico di ragazzi, ma non solo. Per la prima volta infatti il polar francese si trasferisce in America sotto forma di film d’animazione. Pertanto l’incontro tra i generi è molto ricco e imprevedibile sia dal punto di vista della sceneggiatura che della regia. Si aggiungono inoltre a questa miscela esplosiva gli ingredienti classici del cinema dei supereroi, a cui il titolo del film strizza l’occhio.

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Anche se il computer è oramai uno strumento indispensabile, l’animazione di Phantom Boy è disegnata a mano su carta. In questo modo la linea del disegno conserva tutta la sua fragilità e sensibilità. Il lavoro fatto a mano dai disegnatori è dunque ben visibile sullo schermo e questo ci ricorda che i film non sono soltanto dei prodotti commerciali, ma il risultato del meticoloso lavoro di un gruppo di artisti e tecnici.