I Love Marco Ferreri 0

Pierfrancesco Campanella dice I Love…Marco Ferreri, il ricordo di un regista geniale

Dopo La Lucida Follia di Marco Ferreri, il documentario di Anselma Dell’Olio presentato alla 74. Mostra di Venezia nei Classici, oggi al cinema arriva un altro film sul regista milanese scomparso vent’anni fa: I Love…Marco Ferreri, il docufilm scritto, diretto e realizzato da Pierfrancesco Campanella.


Marco Ferreri è stato uno dei grandi maestri del cinema italiano: dissacrante e anticonformista, sempre in bilico tra l’ironico e il grottesco più estremo, ha diretto dei film originali e graffianti, che hanno fatto storia, conseguendo spesso grandi incassi al botteghino. Eppure, a vent’anni dalla sua prematura scomparsa, è stato quasi dimenticato dall’immaginario collettivo. Una vera e propria “uccisione”, neanche tanto metaforica. Campanella ha immaginato un misterioso detective, che si muove come un personaggio d’altri tempi, compie una inchiesta personale su questo ipotetico “delitto”.

Attraverso l’analisi di alcune delle sue opere maggiormente significative, interviste ad esperti e studiosi della “settima arte”, testimonianze di chi lo ha conosciuto e immagini di repertorio, il bizzarro investigatore arriva a individuare il “colpevole”: quella società dei consumi che il regista ha sempre stigmatizzato, fin da tempi non “sospetti”. Una società ulteriormente peggiorata dall’avvento della televisione commerciale con annessi reality show, dall’uso sconsiderato dei social network e conseguente imbarbarimento dei rapporti umani, dall’omologazione culturale e dall’appiattimento impostoci dalla globalizzazione. La peculiarità di Ferreri consiste proprio nell’aver precorso i tempi: il suo essere geniale è quindi nella preveggenza di un futuro pieno di alienazione e di frustrazione.

Pierfrancesco Campanella con Michele Placido

Pierfrancesco Campanella con Michele Placido

Pierfrancesco Campanella spiega com’è nata l’idea di realizzare questo film su Marco Ferreri: “ho come la sensazione che sia stato ingiustamente dimenticato troppo in fretta. L’Italia si sa, in campo artistico, ha la memoria corta, soprattutto se si tratta di personaggi non ‘allineati’ o non politicamente ‘corretti’. Tutto ciò che è ‘diverso’ risulta potenzialmente scomodo e quindi ‘pericoloso’. Da queste premesse, è nata l’idea di scrivere un documentario sulla filmografia di Ferreri, senza tralasciare l’uomo Marco”. Tra i grandi esempi di un Cinema Contro, per Campanella il cineasta milanese “è stato abbastanza dimenticato, come un reperto rispettato ma accantonato in una teca. Ciò è dipeso dal mutamento di un’Italia dove a mio avviso la degenerazione culturale è la sola costante. Così il mio documentario si prefigge di mostrare allo spettatore schegge di qualcosa che non ha mai vissuto o che è rimasto sepolto sotto tonnellate di pubblicità, programmi-spazzatura, libri che sono per lo più alberi morti, telefonini che ci trasformano in zombie”.

Campanella si è immaginato “un thrilling dell’anima dove la prima vittima è proprio lui. Un delitto metaforico, giacché un film-maker così sovversivo difficilmente avrebbe potuto continuare ad esistere nell’Italia di oggi; in un certo senso, superata l’umana pietas, Ferreri è coerentemente deceduto quando il suo humus stava già estinguendosi di suo, piuttosto che piegarsi a pellicole brutte (o finire a fare l’ospite che campa di talk-show o l’artista in declino che si arroga il diritto di lavorare “contro” il pubblico, per un malinteso senso dell’impegno “culturale”). In poche parole: rivedere oggi le sue pellicole è ancora un’esperienza disturbante, divertente, irritante e fuori dagli schemi”.

Pierfrancesco Campanella con Piera Degli Esposti

Pierfrancesco Campanella con Piera Degli Esposti

I Love… Marco Ferreri vuole essere in definitiva una indagine postuma, tra reale e surreale, sui mutamenti sociali degli ultimi anni, attraverso l’occhio di un artista fuori dal coro. Ci si potrebbe chiedere se la cultura sia davvero finita e con essa lo spirito critico. La risposta, nonostante tutto, è no. Certe “esigenze” non moriranno mai, almeno finché ci saranno cervelli pensanti e libertà di esporre le proprie idee. E il cinema può ancora essere un ottimo veicolo di divulgazione del bello, dell’arte e delle emozioni più profonde e sensibili dell’animo umano.

“Incazzarsi è un modo di divertirsi senza ridere!”

Marco Ferreri