Actress: Julia Lübbert, Mariana Loyola, Agustina Muñoz, Emilia Ossandón

Rara, la famiglia tutta al femminile di Pepa San Martin

Esce oggi nelle sale italiane Rara, l’esordio nel lungometraggio della regista cilena Pepa San Martin. Il film ha ricevuto al Festival di Berlino di quest’anno il premio Miglior Film all’interno della sezione Generation Kplus International Jury.


Sara (Julia Lubbert) vive con sua madre (Mariana Loyola), sua sorella (Emilia Ossandon) e la moglie di sua madre (Agustina Munoz). La sua vita è felice e la sua quotidianità spensierata ma quando l’adolescenza si affaccia nella sua esistenza, l’impatto con le vite degli altri ragazzini e i primi confronti con l’altro sesso sollevano una serie di problemi. Le cose diventano ancora più complicate quando suo padre tenta a tutti i costi di ottenere la custodia delle sue figlie.

La sceneggiatura del film è scritta in collaborazione con la nota regista cilena Alicia Scherson ed è basata su una storia vera, quella di una battaglia legale che un padre intraprende per ottenere la custodia di sua figlia, cresciuta in una famiglia omosessuale.

Sara

Sara

Rara riflette su una tematica tanto attuale quanto complessa utilizzando la lente del reale per costruire l’intera narrazione, semplice ma originale. Il film riesce a convogliare i temi dell’identità e dell’opposizione sociale riservata alle coppie omosessuali all’interno di un racconto asciutto che immerge lo spettatore con delicatezza nella quotidianità dei protagonisti.

Il mio lavoro – spiega Pepa San Martinderiva dalla necessità di raccontare storie incentrate sui personaggi, sulle persone coinvolte da questi personaggi, senza rivendicazioni, senza un’agenda politica. Sono storie raccontate con un tono intimo, senza slogan o dichiarazioni forti”. La regista crede nel linguaggio del cinema: “un film e l’arte in generale sono in grado di modificare la società in un modo diverso e più sottile di uno slogan in quanto producono cambiamenti molto più duraturi e profondi”.

Rara 2

Rara è basato su casi di discriminazione e pregiudizio che sono realmente accaduti: “è una storia vera che ruota intorno a tribunali e dichiarazioni, una storia fredda e aliena” conclude Pepa San Martin.

“Eppure il mio vuole essere un film sull’amore, sull’ innocenza, sulle perdite e su come superarle senza smarrire la propria identità”.

Pepa San Martin