©Fabio Lovino

Sabrina Impacciatore nella Venere in Pelliccia di David Ives

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Sabato 11 febbraio, al Teatro Fraschini di Pavia, Valter Malosti dirige e interpreta – affiancato da Sabrina ImpacciatoreVenere in Pelliccia, lo spettacolo scritto dal commediografo americano David Ives tratto dall’omonimo capolavoro dell’austriaco Leopold von Sacher Masoch del 1870. Una pièce che Roman Polanski ha adattato (insieme allo stesso Ives) e diretto per il cinema nel 2013 con l’omonimo film interpretato da Emmanuelle Seigner e Mathieu Amalric.

Valeter Malosti e Sabrina Impacciatore (Photo Credit: © Fabio Lovino)

Valeter Malosti e Sabrina Impacciatore (Photo Credit: © Fabio Lovino)

La Venere in Pelliccia di David Ives – premiata con diversi Tony Awards a Broadway – è una sexy dark comedy che inizia in una sala prove. Dopo una lunga giornata di audizioni un regista (Valter Malosti) non ha ancora trovato la protagonista di Venere in Pelliccia, l’opera di Sacher Masoch, di cui ha curato l’adattamento. Verso sera, quando tutti sono già andati via, gli si presenta una ragazza rozza e sboccata che, insistentemente, gli chiede di poter fare un’audizione; è chiaro da subito che questa donna non si fermerà di fronte a nulla pur di ottenere la parte. La scombinata Vanda Jordan (omonima della controversa eroina del romanzo di Masoch, interpretata da Sabrina Impacciatore) si trasformerà davanti agli occhi del regista nella protagonista del romanzo, Wanda Von Dunayev.

Tra regista e attrice, vittima e carnefice, inizia un esilarante combattimento, un vertiginoso scambio di ruoli, un gioco ambiguo fatto di seduzione, potere e sesso; un duello teatrale in cui i confini tra realtà e finzione vanno lentamente sfumando, lasciando il regista e gli spettatori ostaggio di un finale enigmatico e misterioso; sospeso in una atmosfera a metà tra la brutalità tragicomica di certe tragedie antiche e David Lynch.

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Quando lesse per la prima volta Venere in Pelliccia, David Ives rimase colpito profondamente dalla relazione incandescente e in continuo mutamento dei due protagonisti. Sviluppò dapprima un adattamento del romanzo per quattro personaggi: i due protagonisti Von Dunayev e Kushemski, e altri due attori, ai quali venne affidato il compito di interpretare i restanti ruoli. Presentato questo primo adattamento ai suoi più stretti collaboratori, ricevette molti pareri negativi e fallì nel tentativo di produrlo. Ma lo strascico emotivo di quel lavoro di mesi sul libro di Masoch, non lo abbandonò.

E il materiale riprese vita quando Ives ebbe l’idea di accostare ai due protagonisti del romanzo due persone particolari, un’attrice che cerca un lavoro e un regista che cerca un’attrice, andando a creare una collisione fra questi due caratteri contemporanei con i loro dirimpettai letterari ottocenteschi. Disidratò il suo adattamento eliminando tutto ciò che non sia conflitto e intercalando questi frammenti superstiti del romanzo con lo svolgimento di una bizzarra e spesso comica audizione, in cui le relazioni conflittuali e di potere e il processo del fare teatro viene mostrato impudicamente al pubblico.

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Chi è Vanda Jordan? Un’attrice? Una misteriosa vendicatrice? Rappresenta forse l’ancestrale principio femminile che è anche origine del tutto? Venere in Pelliccia è la dimostrazione che in teatro con pochissimo si può ottenere moltissimo. Bastano un uomo, una donna e una stanza chiusa e un viaggio nelle nostre profondità più oscure e misteriose può cominciare.